Rischio scomunica del Papa per i Lefebvriani, consacrati quattro nuovi vescovi: è scisma. Cosa dice l’appello inascoltato di Leone

Spread the loveNel cuore del dibattito cattolico torna a riaccendersi lo scontro tra Santa Sede e Fraternità sacerdotale San Pio X: a Econo, in Svizzera, si sta infatti tenendo la…

Spread the love

Nel cuore del dibattito cattolico torna a riaccendersi lo scontro tra Santa Sede e Fraternità sacerdotale San Pio X: a Econo, in Svizzera, si sta infatti tenendo la messa di consacrazione di quattro nuovi vescovi che, secondo quanto riferito, “sancisce di fatto” una separazione dalla Chiesa cattolica romana. La cerimonia—peraltro presentata in diretta sui canali social della Fraternità e tradotta in sei lingue—mette in evidenza la volontà di rendere l’evento immediatamente visibile a livello globale, con commenti e reazioni che si moltiplicano nelle diverse comunità linguistiche. Al centro della questione non c’è soltanto la nomina episcopale, ma il significato ecclesiale dell’atto. L’elemento che viene indicato come decisivo, in questa lettura, è l’assenza dell’atto formale del Papa che dovrebbe sancire la scomunica latae sententiae:

La posizione della Chiesa Cattolica:

manca cioè l’intervento esplicito tramite cui, secondo la dottrina canonica richiamata nel dibattito, si renderebbe pienamente operativo il provvedimento nei confronti degli aderenti coinvolti. In altre parole, la consacrazione verrebbe interpretata come uno scisma già avviato nella sostanza, anche se non ancora formalizzato con la procedura attesa dalla Santa Sede. Il clima attorno alla celebrazione ricorda inoltre un passaggio storico precedente. A distanza di 38 anni, infatti, il tema dell’episcopato “non riconosciuto” e delle conseguenze canoniche richiama direttamente quanto avvenne in passato, quando con un analogo atto furono comminati provvedimenti da parte di Giovanni Paolo II. Oggi, la Fraternità rivendica la propria cornice di continuità e, tramite l’elevata visibilità della diretta multilingue, amplifica ulteriormente la portata pubblica dell’evento. Secondo gli organizzatori, sarebbero presenti oltre 17mila fedeli. La procedura prevista per i quattro vescovi si articola in passaggi liturgici e simbolici: preliminarmente, avrebbero pronunciato la formula con cui hanno giurato “fedeltà al Papa e alla Chiesa romana”. Subito dopo, la consacrazione avviene tramite l’imposizione delle mani da parte del vescovo consacrante, accompagnata da un’invocazione specifica—“Accipe spiritum sanctum”—mentre nell’immaginario pubblico viene ricordato anche l’uso del guanto rosso durante il rito, elemento che contribuisce a distinguere la solennità del gesto:

La posizione della Chiesa Cattolica:

Sul piano delle reazioni istituzionali, la vigilia delle ordinazioni sarebbe stata segnata da un intervento del Papa. In particolare, si riferisce che il Pontefice abbia scritto una lettera ai lefebvriani chiedendo, al Superiore generale, di fermarsi e di evitare così lo scisma. Nel messaggio, il richiamo è rivolto a desistere da un atto definito “grave”, e a non “lacerare” la Chiesa—una scelta di parole che mira a evitare un ulteriore punto di non ritorno nel confronto tra le parti. Resta quindi il nodo centrale: la consacrazione, nella narrazione riportata, viene presentata come un evento che segna una rottura pratica rispetto alla piena comunione con Roma, proprio mentre la Santa Sede chiede di interrompere il percorso. Anche senza la scomunica formalmente attestata nel racconto, l’atto liturgico a Econo appare destinato a diventare—ancora una volta—un riferimento inevitabile per comprendere la frattura tra due visioni della Chiesa e per misurare quanto sia vicino o lontano un riavvicinamento.

#chiesa #cattolica #Lefebvriani

Ricordiamo che è possibile seguire tutti gli aggiornamenti di cronaca.news anche su Facebook (cliccando qui), iscrivendosi al canale Telegram (cliccando qui) oppure iscrivendosi al canale Whatsapp (cliccando qui)