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Regno Unito: si è dimesso il primo ministro britannico, Keir Starmer. Cosa accadrà a breve

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Keir Starmer ha infine ceduto alle pressioni interne e ha annunciato l’uscita di scena da primo ministro britannico, riconoscendo di non essere più “l’uomo giusto” per guidare il Paese. La decisione sposta gli equilibri all’interno del Labour, facendo di Andy Burnham il favorito quasi certo a succedergli, con tempi stretti per preparare la nuova fase di governo.

Il giorno della svolta a Westminster

Nel corso di una giornata straordinaria a Westminster, Starmer ha reso noto un calendario per la sua partenza, dopo mesi di crescente malcontento tra deputati laburisti e ministri di governo. A pesare, secondo quanto riportato, anche la preoccupazione per l’impatto elettorale del partito di Reform UK, percepito come una minaccia concreta in vista delle prossime elezioni generali. Mentre Starmer si muoveva verso l’incarico di leader in Parlamento, la probabilità che Burnham potesse assumere la guida senza sfida diretta è aumentata. In quel contesto, Burnham avrebbe poco più di tre settimane per impostare il lavoro necessario a una transizione verso la guida del governo. Dopo la conferma di Wes Streeting secondo cui non avrebbe sfidato Burnham per il vertice del partito, tra i deputati laburisti è cresciuta l’attenzione soprattutto su due aspetti: quali politiche Burnham intenda privilegiare e come affronterà la strategia contro Nigel Farage e Reform UK. Si guarda anche alle possibili scelte per il primo gabinetto. Secondo ricostruzioni interne, Burnham inizierà a delineare la propria linea politica la settimana successiva, attraverso una serie di interventi pubblici pensati per segnare un cambiamento simbolico rispetto all’impostazione del governo di Starmer. Il punto di partenza dovrebbe riguardare due aree: economia e devoluzione.

Prime mosse: devoluzione, segnali economici e trattative interne:

Tra le iniziative considerate più probabili nelle prime settimane c’è una comunicazione importante sul tema della devoluzione. Circolano anche idee su cambiamenti fiscali più ampi, come la possibilità per i sindaci di stabilire aliquote legate alle imprese. Quanto alla formazione del gabinetto, si parla di colloqui preliminari con i deputati laburisti solo dopo aver visto come si assesteranno i passaggi della transizione.

Farage e la questione elettorale:

Nell’opposizione, Nigel Farage risulta l’unico leader a chiedere elezioni generali immediate nell’eventualità di un cambio di guida, sostenendo che il Regno Unito non possa permettersi di “perdere tempo” in una fase di instabilità. Burnham, da parte sua, avrebbe segnalato di non voler seguire quella strada, puntando invece su continuità e stabilità mentre il Labour costruisce la strategia per la prossima campagna elettorale. Link video:

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