La premier Sanae Takaichi ha annunciato che all’inizio di maggio il Giappone immetterà sul mercato ulteriori riserve petrolifere pari a 20 giorni di consumo, in una seconda fase di interventi mirata a contrastare l’incertezza sulle forniture derivante dal conflitto in Medio Oriente. Si tratta di un’azione aggiuntiva dopo una precedente immissione avvenuta il mese scorso:
Rilascio progressivo e scorte complessive:
A marzo il Giappone aveva già avviato il rilascio di circa 50 giorni di riserve petrolifere complessive, includendo scorte detenute dallo Stato, riserve del settore privato e forniture messe a disposizione da paesi produttori del Golfo. Secondo l’Agenzia per le risorse naturali e l’energia, al 6 aprile il Paese disponeva di 230 giorni di riserve petrolifere totali, di cui 143 giorni costituiti da scorte governative.
Strategia e diversificazione delle rotte:
Takaichi ha dichiarato che il governo sta lavorando per garantire le importazioni evitando, quando possibile, le rotte attraverso lo Stretto di Hormuz, sensibile a tensioni geopolitiche. Parallelamente, il Giappone sta perseguendo politiche di diversificazione dei fornitori per ridurre la dipendenza da aree a rischio e aumentare la resilienza energetica nazionale. L’immissione programmata di ulteriori 20 giorni di consumo mira a stabilizzare i mercati interni e a fornire un cuscinetto temporaneo in caso di interruzioni nelle forniture. La strategia combinata di rilascio di riserve, diversificazione dei fornitori e uso di rotte alternative riflette la volontà di Tokyo di mitigare l’impatto delle tensioni regionali sulla sicurezza energetica del Paese.
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