E ora ci parlano di “lockdown energetico” ma la situazione reale è ben diversa

Spread the loveIl tema del cosiddetto “lockdown energetico” è tornato al centro del dibattito pubblico dopo l’allarme lanciato dal commissario europeo all’energia Dan Jørgensen, che ha invitato gli Stati membri…

Spread the love

Il tema del cosiddetto “lockdown energetico” è tornato al centro del dibattito pubblico dopo l’allarme lanciato dal commissario europeo all’energia Dan Jørgensen, che ha invitato gli Stati membri a prepararsi per scenari più critici. Il termine richiama l’ipotesi di razionamenti e restrizioni sui consumi, ma in Italia al momento la risposta ufficiale resta improntata alla prudenza e alla tranquillità. A Montecitorio, il 9 aprile 2026, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riconosciuto la complessità della situazione relativa agli approvvigionamenti, senza però evocare misure drastiche né parlare di un possibile “lockdown energetico”, termine coniato da alcuni media a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal commissario europeo nei giorni precedenti. Nel suo intervento, la premier italiana non ha annunciato chiusure delle scuole né altri provvedimenti di restrizione per i cittadini:

“Lockdown energetico”, perché evocarlo ora non ha senso:

«Come sapete, qualche giorno fa mi sono recata, prima tra i leader Ue e G7, in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, Paesi che dallo scorso 28 febbraio, sono stati sottoposti a un’aggressione ingiustificata da parte dell’Iran. Ho voluto esprimere loro la solidarietà e la vicinanza dell’Italia, ma ho anche lavorato per assicurare gli approvvigionamenti energetici, in particolare di petrolio, indispensabili da un’area che garantisce circa il 15% del nostro fabbisogno nazionale. Con lo stesso spirito, mi ero anche recata in Algeria per rafforzare con il Presidente Tebboune la partnership strategica che lega le nostre Nazioni, e concordare con le autorità di Algeri l’aumento delle forniture di gas naturale verso l’Italia. E così farò recandomi, presto, anche in Azerbaigian, ma anche sostenendo lo sviluppo di risorse energetiche assieme ai partner del continente africano» si legge nella trascrizione dell’informativa di Meloni. Il giorno successivo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso di un’intervista, ha fornito aggiornamenti più concreti:

A quanto ammonta la percentuale di stoccaggi di gas in Italia:

gli stoccaggi di gas — risorsa chiave per la produzione elettrica — sono oltre il 40% e sono stati avviati nuovi contratti per i riempimenti degli impianti, con l’obiettivo di raggiungere i target necessari per la prossima stagione invernale. Secondo il ministro, quindi, al momento non vi sono motivi di preoccupazione immediata. Resta però aperta la questione strutturale: la fragilità del sistema energetico europeo evidenzia quanto sia strategica la transizione verso l’autonomia. Fonti rinnovabili come solare, eolico e idroelettrico, insieme a investimenti in accumulo e diversificazione delle forniture, sono considerate le leve principali per ridurre la dipendenza dalle importazioni e proteggere il tessuto sociale ed economico da shock geopolitici. Bruxelles chiede preparazione e scenari di rischio vengono attentamente valutati, ma a Roma per ora prevale la linea della rassicurazione basata sui dati di stoccaggio e sui piani di riempimento; il vero test sarà la capacità del Paese di accelerare la transizione energetica per diminuire la vulnerabilità a crisi future.

Fonti:

#energia #lockdown #politica #petrolio #elettrica #guerra #iran #usa #europa #italia #governo #rinnovabili

Ricordiamo che è possibile seguire tutti gli aggiornamenti di cronaca.news anche su Facebook (cliccando qui), iscrivendosi al canale Telegram (cliccando qui) oppure iscrivendosi al canale Whatsapp (cliccando qui)