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Due rari ibis uccisi da un bracconiere a distanza di un’ora dall’arrivo in Italia

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Waldrappteam Conservation and Research

Due esemplari di ibis eremita hanno trovato una tragica fine in Italia, uccisi da un bracconiere il 16 ottobre mentre migravano verso la Toscana. Questi uccelli, parte di un importante piano di ripopolamento europeo a cura della Waldrappteam Conservation and Research, erano ancora nel loro primo ora di transito nel territorio italiano quando sono stati colpiti. Partiti dall’Austria e transitati attraverso il cantone dei Grigioni, gli ibis avevano recentemente superato il confine alpino presso il Pizzo Gallagione, una vetta che segna il limite tra Italia e Svizzera. Dopo aver fatto una sosta su un prato a Dubino, in provincia di Sondrio, sono stati abbattuti da un bracconiere. Nonostante l’uso di trasmettitori GPS per monitorare i loro spostamenti, i corpi degli uccelli non sono stati ritrovati; solo i trasmettitori sono stati recuperati dai Carabinieri Forestali, che hanno denunciato il bracconiere per uccisione di animali e furto venatorio. Sul web, l’organizzazione aveva diffuso anche un “trailer” con le immagini del lavoro di reintroduzione della specie:

Un progetto di ripopolamento in pericolo

Questi ibis eremita facevano parte di un’iniziativa di ripopolamento internazionale avviata nel 2004. Questa azione è finanziata da un progetto Life dell’Unione Europea e mira a salvare una specie che, una volta comunemente presente nei cieli europei, è ora in grave pericolo di estinzione. Ogni anno, purtroppo, un terzo degli uccelli segnati da questo progetto viene abbattuto, spesso in Italia, dove la situazione appare critica. Uno dei due ibis era chiamato Zoppo, un veterano del progetto, noto per le sue capacità di migrazione. Lui e un giovane compagno, Zaz, avevano intrapreso questo viaggio insieme. Gli ibis eremita nascono in cattività e vengono cresciuti da «mamme surrogate», un processo che coinvolge l’accompagnamento degli uccelli in migrazione mediante deltaplani a motore.

L’Importanza della conservazione:

L’uccisione di Zoppo e Zaz non è solo un triste episodio, ma un campanello d’allarme sullo stato della conservazione della fauna selvatica in Italia. La perdita di questi uccelli rappresenta non solo una sconfitta per il progetto di ripopolamento, ma anche una perdita culturale e naturale per il nostro paese. La storia di Zoppo e Zaz sottolinea la necessità di interventi più rigorosi e di una maggiore sensibilizzazione riguardo al bracconaggio e alla protezione delle specie a rischio. È fondamentale che il pubblico venga educato sull’importanza della biodiversità e sul valore intrinseo di ogni specie, affinché simili tragedie non si ripetano. Stando a quanto si apprende, ora L’Enpa e Lndc si costituiranno parte civile nel processo contro l’uomo accusato per i due abbattimenti.

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