Oggi, la musica napoletana ha perso una delle sue voci più iconiche: James Senese, che è deceduto all’età di 80 anni dopo un mese di ricovero per una polmonite all’ospedale “Cardarelli” di Napoli. Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni, portando alla sua triste scomparsa. La sua morte segna la fine di un’epoca in cui il suo sax ha vibrato tra le note di innumerevoli collaborazioni con artisti di fama mondiale.
Un artista che ha fatto storia
Nato il 6 gennaio 1945, con il nome di Gaetano Senese, James ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale. Definito “Brother in soul” dagli americani all’Apollo Theater di New York nel 1990, ha avuto il privilegio di suonare con leggende come Bob Marley, Gil Evans, e molti altri. Il suo contributo al movimento musicale definito Neapolitan power negli anni ’60 e ’70 è stato fondamentale; ha fondato gruppi come Napoli Centrale, che hanno saputo raccontare una Napoli reale, senza i filtri del folclore. Senese era il prodotto di una famiglia mista, con una madre italiana e un padre afro-americano, soldato della 92nd Infantry Division, che abbandonò la famiglia per tornare negli Stati Uniti. Cresciuto dal nonno Gaetano nel quartiere di Miano, ha iniziato la sua carriera musicale nel 1961 con il gruppo Gigi e i suoi Aster, per poi passare al progetto Vito Russo e i 4 Conny nel 1963. La formazione di maggiore successo è senza dubbio quella di Napoli Centrale, attiva dal 1974, con cui ha scritto brani memorabili come “Simme iute e simme venute,” “Campagna,” e “O nonno mio.” Dopo la disband del gruppo nel 1983, ha intrapreso una carriera da solista, realizzando album come “Hey James” e “Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone.”
Un Tributo Sentito
Voci del mondo musicale, come quella dell’amico Enzo Avitabile, hanno espresso il loro profondo dolore. Queste parole racchiudono il rispetto e l’amore che molti provano per un artista che ha illuminato le loro vite con la sua musica. Il ritorno sul palcoscenico con una reunion dei Napoli Centrale ha portato a oltre 180 concerti solo tra il 2015 e il 2016, dimostrando che il suo spirito musicale era ancora vibrante. Il recente album “O Sanghe,” vincitore della Targa Tenco, rappresenta un ulteriore segno del suo talento ineguagliabile. La scomparsa di James Senese non segna solo la perdita di un musicista, ma il silenzio di una voce che ha raccontato storie di Napoli e delle sue radici. La sua musica vivrà nel cuore di tutti coloro che sono stati toccati dalle sue note, continuando a ispirare le future generazioni. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un approfondimento televisivo diffuso sul canale YouTube della Ra:
