15enne si arrampica su un traliccio e muore morto folgorato, indagini sullo smartphone

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Restano ancora molti interrogativi sulla morte del 15enne di Lodi deceduto folgorato venerdì sera dopo essersi arrampicato su un traliccio dell’alta tensione. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita del ragazzo e di chiarire le ragioni che lo avrebbero spinto a salire sulla struttura. La salma del giovane si trova attualmente all’istituto di medicina legale di Pavia, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Le procedure investigative sono state rallentate dal fine settimana, ma la Procura potrebbe predisporre l’autopsia già domani, lunedì 28 settembre 2026.

Il cellulare non è stato ritrovato:

Tra gli elementi ancora da chiarire c’è la scomparsa del telefono cellulare di Jacopo. Lo smartphone non è stato ancora recuperato e potrebbe trovarsi nei campi circostanti il traliccio oppure essere stato portato via. Nelle scorse ore era circolata la notizia secondo cui il telefono sarebbe stato ritrovato e conterrebbe un selfie scattato poco prima della morte. L’informazione è stata però smentita: al momento, il dispositivo risulta ancora mancante. La circostanza induce gli investigatori a mantenere aperte tutte le ipotesi sulle modalità e sulle circostanze dell’accaduto. Fonti vicine all’inchiesta riferiscono che non viene esclusa nemmeno la possibile presenza di un’altra persona, fisicamente accanto al ragazzo o in collegamento con lui al momento dei fatti.

Il dolore della comunità scolastica

La tragedia ha profondamente colpito la comunità di Lodi e, in particolare, i compagni di scuola del 15enne. La dirigente dell’istituto frequentato da Jacopo ha spiegato che gli studenti sono «più che addolorati, sono sconvolti». La scuola ha annunciato interventi di supporto con il coinvolgimento di psicologi, per offrire ai ragazzi uno spazio di ascolto e aiutarli ad affrontare il trauma provocato dalla morte del compagno.

Due arresti per la morte di un 15enne a Spotorno:

Nel testo dell’inchiesta viene richiamato anche un altro grave episodio, avvenuto il 16 luglio a Spotorno, dove un 15enne è morto folgorato mentre giocava con un calciometro all’interno di un’attrazione. Per quella vicenda sono stati arrestati i due giostrai responsabili della gestione dell’impianto. Il gip del tribunale di Savona ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, contestando i reati di omicidio colposo e frode processuale. Le identità degli arrestati non sono state rese pubbliche. Le due vicende restano distinte, ma entrambe hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza e sulla necessità di chiarire fino in fondo le responsabilità e le dinamiche che hanno portato alla morte dei due adolescenti.

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