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136 italiani morti nella tragedia di Marcinelle, il ricordo di Apamri a 70 anni dalla strage in Belgio

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​L’APAMRI (Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana), attraverso il Presidente Riccardo Di Matteo, il Segretario Generale Michele Grillo e tutti i delegati regionali e territoriali, commemora il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, una delle pagine più dolorose e significative della storia dell’emigrazione italiana e dell’intera Europa. ​Il 8 agosto 1956, alle ore 8:10 del mattino, un incendio scoppiato a quasi mille metri di profondità nella miniera del Bois du Cazier – causato da un errore nella manovra degli ascensori – saturò di fumo e gas tossici le gallerie. Nella tragedia persero la vita 262 minatori di dodici nazionalità diverse: tra loro 136 erano italiani e 95 belgi. I superstiti e le comunità locali si trovarono ad affrontare un dramma immenso che lasciò 417 orfani, di cui 224 italiani. ​Quel tributo di vite fu il prezzo più alto pagato nell’ambito dell’accordo sottoscritto nel giugno del 1946 tra l’Italia, prostrata dal secondo conflitto mondiale e bisognosa di materia prima energetica per la ricostruzione industriale, e il Belgio, in cerca di manodopera per l’estrazione mineraria. Un’intesa che vide oltre cinquantamila italiani trasferirsi nelle miniere belghe. Le dichiarazioni:

​Dichiarazione del Presidente di APAMRI, Riccardo Di Matteo:

​«Marcinelle rappresenta una memoria viva che ci riguarda sempre più da vicino. Ricordare quel giorno significa rendere onore al sacrificio di uomini che hanno lasciato la propria terra per garantire un futuro alle loro famiglie e contribuire alla rinascita economica del nostro Paese. Se la memoria non diventa azione concreta, rischia di ridursi a una mera cerimonia: l’impegno di oggi deve traducersi in politiche di costante investimento su sicurezza nei luoghi di lavoro, innovazione e partecipazione.»

​Dichiarazione del Segretario Generale di APAMRI, Commendatore Dott. Michele Grillo:

​«Quegli emigranti erano italiani spesso poveri, impiegati nelle mansioni più dure e pericolose, e talvolta persino oggetto di pregiudizio. Guardare a Marcinelle ci impone un’analisi profonda sul tema dell’emigrazione e dell’integrazione, ricordandoci che un tempo gli immigrati eravamo noi.
​Proprio da quel dramma e da quel sangue versato nacque una spinta decisiva per il cammino dell’integrazione europea, culminata nei Trattati che affermarono la libera circolazione dei lavoratori senza discriminazioni. Difendere questi valori e quella libertà significa difendere la dignità del lavoro e la storia stessa su cui si fonda l’Unione Europea.»

​Oggi, laddove sorgeva la miniera del Bois du Cazier, si erge un museo e un memoriale dedicato alle vittime, simbolo di rispetto e monito per le generazioni presenti e future. L’APAMRI rinnova il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari delle vittime e agli orfani di Marcinelle, custodi dell’orgoglio e dell’eredità morale di uomini che, con il loro lavoro e il loro sacrificio, hanno contribuito a costruire l’Europa moderna.

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