Il 16 giugno 2026 è morto il cardinale Camillo Ruini, storico presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Aveva 95 anni: stando a quanto si apprende, la notizia è stata confermata dal portavoce della diocesi di Roma. Nato a Sassuolo (Modena) nel 1931, Ruini compì i suoi studi nel seminario diocesano e proseguì la formazione a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana, dove si laureò in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote nel 1954, alternò un’intensa attività accademica — impartendo insegnamenti di filosofia e teologia nei seminari — a un servizio pastorale che lo pose progressivamente al centro della vita ecclesiale italiana. Teologo di formazione e pastore di lungo corso, Ruini divenne figura di riferimento durante lo straordinario pontificato di san Giovanni Paolo II. Entrato nel corpo episcopale, fu nominato vescovo ausiliare di Reggio Emilia nel 1983 e assunse incarichi di crescente responsabilità:
Una figura influente del Vaticano moderno:
nel 1986 divenne segretario della Conferenza Episcopale Italiana e nel 1991 ne fu eletto presidente, carica che mantenne per oltre un decennio. In quegli anni esercitò anche la funzione di vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, ruolo che gli conferì un peso decisivo nelle relazioni tra la Chiesa e la società italiana. Sotto la sua presidenza la Cei visse momenti di forte visibilità pubblica: Ruini contribuì in modo determinante a ridefinire la presenza e il linguaggio dei cattolici nel dibattito civile e politico del paese, promuovendo iniziative pastorali e posizioni dottrinali che influenzarono tanto la Chiesa quanto l’opinione pubblica. La sua visione univa una solida preparazione teologica a una marcata attenzione alle dinamiche sociali e culturali dell’Italia contemporanea. La sua lunga carriera ecclesiastica lascia un’eredità complessa e significativa: animata da fermezza dottrinale, abilità organizzativa e capacità di interlocuzione con le istituzioni, ha segnato la stagione post-conciliare della Chiesa italiana. La scomparsa del cardinale Ruini chiude una pagina importante della storia ecclesiale del Paese, suscitando riflessioni sulla sua impronta pastorale e sul ruolo dei cattolici nella società italiana. I funerali e le esequie saranno comunicati dalle autorità ecclesiastiche competenti. La comunità cattolica italiana si prepara a ricordare una figura che per decenni ha accompagnato il cammino della Chiesa nazionale.
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