· ·

Usa e Russia starebbero valutando accordi commerciali nonostante la guerra in Ucraina

Spread the loveLa strategia dell’amministrazione Trump per porre fine alla guerra in Ucraina sembra muoversi lungo due binari opposti. Da una parte, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un…

Spread the love

La strategia dell’amministrazione Trump per porre fine alla guerra in Ucraina sembra muoversi lungo due binari opposti. Da una parte, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il settore energetico russo, con l’obiettivo di aumentare la pressione sul presidente Vladimir Putin. Dall’altra, la Casa Bianca sta valutando la possibilità di offrire a Mosca vantaggi economici e commerciali per favorire l’avvio di un negoziato. Il contrasto tra le due impostazioni riflette la difficoltà incontrata da Donald Trump nel tentativo di chiudere il conflitto. Le sanzioni dovrebbero costringere la Russia a fare concessioni, mentre gli incentivi puntano a rendere più conveniente, per il Cremlino, la ricerca di un accordo.

La fiducia di Putin:

Secondo la ricostruzione del New York Times, durante un recente incontro al Cremlino con gli emissari americani, Putin avrebbe mostrato grande sicurezza sulle prospettive militari russe. Secondo quanto riferito da persone informate sui colloqui, il presidente russo avrebbe sostenuto che le truppe di Mosca riusciranno entro pochi mesi a conquistare l’intera regione del Donbas, nell’Ucraina orientale. Putin avrebbe inoltre previsto una nuova offensiva contro le infrastrutture energetiche ucraine, con possibili conseguenze pesanti per la popolazione durante l’inverno. La distruzione della rete elettrica rappresenta infatti uno degli strumenti principali con cui la Russia cerca di esercitare pressione sull’Ucraina e sui suoi alleati occidentali. A ridimensionare l’ottimismo del leader russo sarebbe intervenuto Jared Kushner, uno degli interlocutori americani presenti ai colloqui. Con tono diretto, Kushner avrebbe ricordato a Putin che previsioni simili erano già state formulate l’anno precedente, senza però portare alla conclusione della guerra. La domanda, in sostanza, era se gli Stati Uniti e la Russia si sarebbero ritrovati un altro anno più tardi nella stessa situazione. Il messaggio americano appariva chiaro:

Il nuovo fronte delle sanzioni:

proseguire il conflitto significa rischiare di perdere altro tempo senza ottenere risultati decisivi.Nel frattempo, il Congresso statunitense ha approvato una legge destinata a colpire in modo particolare il settore energetico russo. L’obiettivo è ridurre le entrate che finanziano lo sforzo bellico di Mosca e spingere il Cremlino ad assumere una posizione più flessibile nei negoziati. Il provvedimento rappresenta uno dei più significativi tentativi legislativi di aumentare il costo dell’invasione. La sua efficacia, tuttavia, dipenderà dalla decisione di Trump, al quale spetta ora il compito di firmarlo o di bloccarlo. La questione mette in luce anche una possibile divergenza tra il presidente e il Congresso. Mentre numerosi parlamentari ritengono necessario aumentare la pressione economica sulla Russia, Trump sembra intenzionato a lasciare aperto un canale basato sulla collaborazione e sui possibili vantaggi reciproci.

L’ipotesi degli accordi commerciali:

L’amministrazione americana starebbe infatti considerando l’idea di proporre alla Russia nuove opportunità economiche. Gli eventuali accordi potrebbero riguardare investimenti, energia, commercio e altri settori strategici, con l’intento di offrire a Putin una prospettiva concreta in cambio di concessioni sul conflitto ucraino. Questa impostazione parte dalla convinzione che la sola pressione non sia sufficiente a modificare i calcoli del Cremlino. Per Trump, la promessa di benefici economici potrebbe risultare più efficace delle minacce, soprattutto se presentata come parte di un futuro accordo di pace. Il rischio, però, è che tali concessioni vengano interpretate come una ricompensa per l’aggressione contro l’Ucraina. I critici della strategia temono inoltre che Mosca possa sfruttare le aperture americane per guadagnare tempo, consolidare le proprie posizioni militari e ottenere vantaggi senza impegnarsi realmente a porre fine alla guerra.

Una strategia ancora incerta:

Dopo oltre un anno e mezzo di tentativi diplomatici, l’amministrazione Trump non sembra ancora aver trovato il modo di convincere Putin ad accettare un compromesso. Il presidente russo continua a scommettere sulla possibilità di ottenere risultati sul campo di battaglia, mentre Washington cerca una formula capace di combinare pressione e negoziato. La nuova legge sulle sanzioni e l’ipotesi di accordi economici rappresentano due strumenti molto diversi. Il primo mira a rendere la guerra più costosa per la Russia; il secondo punta a convincere Putin che la pace possa offrire benefici maggiori della prosecuzione del conflitto. Il successo della politica americana dipenderà dalla capacità di rendere compatibili queste due linee. Se le sanzioni verranno accompagnate da incentivi credibili, Trump potrebbe cercare di costruire una via d’uscita negoziale. Ma se Mosca continuerà a credere di poter vincere militarmente, le offerte economiche rischieranno di non bastare a fermare la guerra.

#guerra #Usa #Russia #Trump #Putin

Ricordiamo che è possibile seguire tutti gli aggiornamenti di cronaca.news anche su Facebook (cliccando qui), iscrivendosi al canale Telegram (cliccando qui) oppure iscrivendosi al canale Whatsapp (cliccando qui)