Nuovo Decreto: i genitori pagheranno i danni causati dai figli minorenni – video conferenza stampa

di | Ottobre 21, 2026
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immagine indicativa realizzata con software generativo (IA)

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto sicurezza, che non include i poteri di polizia per i militari: una misura sulla quale il Quirinale aveva espresso forti perplessità. Il provvedimento introduce invece comunque fattispecie legate alle manifestazioni violente e prevede sanzioni per i genitori dei minorenni coinvolti in determinati reati. Tra le novità c’è il reato di partecipazione violenta a una manifestazione, punibile con una pena fino a cinque anni di carcere. È inoltre prevista un’aggravante per l’uso dei social network nell’organizzazione delle piazze, che può comportare pene fino a dodici anni. Il decreto introduce anche il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato. «Devastare e rubare non è protesta, la risposta è ferma», ha dichiarato la premier Giorgia Meloni in un video diffuso al termine del Consiglio dei ministri. «Chi rompe paga e, se chi rompe è un minorenne, pagano i suoi genitori», ha aggiunto. Le sanzioni:

Multe per i genitori e risarcimento dei danni:

La bozza del decreto interviene direttamente sulla responsabilità di chi esercita la potestà genitoriale. L’articolo 5 prevede una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro quando un minorenne, anche non imputabile, partecipa a determinati reati. In caso di reiterazione, la multa sale a una cifra compresa tra 1.000 e 2.000 euro. Il genitore può evitare la sanzione se dimostra di non aver potuto impedire il fatto. Le disposizioni riguardano i reati richiamati dall’articolo 10, comma 6-quater, del decreto-legge 14 del 2017 e quelli previsti dagli articoli 419, 420, 420-bis e 635.1 del codice penale. Tra questi ultimi figurano le nuove fattispecie introdotte dal decreto sulla violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche e sul danneggiamento commesso da un gruppo organizzato. Con l’ordinanza di ingiunzione, il prefetto può inoltre ordinare ai genitori di pagare un risarcimento per i danni causati a beni dello Stato, delle Regioni o degli enti locali. L’importo viene determinato dal prefetto sulla base degli atti. Contro l’ingiunzione è possibile fare opposizione entro 40 giorni dalla notifica, davanti al tribunale del luogo di residenza dei genitori.

Sostegno educativo e tutela dei privati:

Quando applica la sanzione più alta, in caso di recidiva, il prefetto può segnalare al tribunale per i minorenni l’opportunità di attivare progetti personalizzati di sostegno alla funzione educativa della famiglia. Anche i privati danneggiati potranno chiedere il risarcimento. Il testo prevede la possibilità di presentare ricorso per decreto ingiuntivo, allegando l’ordinanza del prefetto, gli atti su cui si fonda e una consulenza tecnica di parte che stimi il danno. Questi documenti costituiscono prove scritte; il decreto ingiuntivo può essere provvisoriamente esecutivo. Sul fronte della sicurezza, Meloni ha annunciato inoltre l’arrivo a Milano di 500 militari in più, che resteranno fino alla fine dell’anno a supporto di Polizia e Carabinieri. La premier ha riferito anche di un rafforzamento della giustizia minorile, con più magistrati e posti negli istituti, affinché — ha detto — la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni. Link video conferenza stampa:

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