Pubblicato lo scorso 22 gennaio (2026) in Gazzetta Ufficiale il decreto, che recepisce l’abbassamento dello stato di protezione del lupo a livello nazionale. Tuttavia, non si tratta di un via libera alla caccia al lupo: per rendere il declassamento efficace occorre la modifica della legge 157/92, per la quale il lupo è ancora specie rigorosamente protetta. A ricordarlo è il Wwf nazionale: «L’Italia, purtroppo, non ha ascoltato gli appelli del mondo scientifico e ha accelerato l’iter per recepire il declassamento approvato a livello europeo (nella Convenzione di Berna prima e poi nella Direttiva Habitat). Secondo il WWF Italia, il declassamento rappresenta una scelta politica e ideologica che non genererà alcun vantaggio per il comparto zootecnico, minacciato da problemi ben più gravi della presenza del lupo, come dimostrano anche i recenti numeri a livello italiano ed europeo (il lupo è responsabile della perdita di solo lo 0,6% del bestiame). Per anni Governo e Regioni si sono rifiutati di approvare il Piano Lupo, spesso non mettendo in atto le misure di prevenzione dei danni, che una gestione oculata avrebbe dovuto prevedere: hanno anzi alimentato un allarme sociale proprio per giustificare questa soluzione, tanto drastica, quanto inutile» – si legge in un approfondimento diffuso online. «L’abbattimento non è la soluzione ai conflitti con le attività umane, come ci insegnano numerosi studi scientifici condotti in Europa e Nord America. La strada intrapresa dalla politica è una scorciatoia pericolosa che certo va contro una tradizione di tutela portata avanti da circa mezzo secolo nel nostro Paese. Una gestione lungimirante dovrebbe basarsi su dialogo e investimenti su misure di prevenzione che, se applicate correttamente, si dimostrano l’unica soluzione efficace per mitigare i conflitti sul medio-lungo termine» – si legge nella parte conclusiva dell’intervento. In Italia, l’ISPRA ha quindi stabilito che si potrà uccidere una percentuale tra il 3 e il 5% della popolazione di lupi, pari a circa 160 esemplari ogni anno. l numero dei potenziali candidati all’eliminazione deriva dalla soglia conservativa di sostenibilità del prelievo, stabilita in Italia nel 5%, su una popolazione stimata in 3.300-3500 esemplari. Sempre meglio del 21% deciso dalla Francia, al netto del bracconaggio. Eppure – segnalano Oipa, Leal e Leidaa in un comunicato congiunto – ogni anno muoiono già molti lupi a causa dell’essere umano: solo nel 2023 sono stati 449, talvolta anche per bracconaggio:
OIPA LEAL e LEIDAA, insieme alle altre associazioni animaliste, si erano schierate fin dall’inizio contro questa decisione «antiscientifica e anacronistica e unica in Europa», e oggi continuano a ribadirne la pericolosità: «Il decreto del Ministro dell’Ambiente sul declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a protetta” è solo il punto d’arrivo di una decisione assunta a livello europeo che è totalmente priva di fondamento scientifico e non produrrà neppure gli effetti immaginati dalle categorie che a tutti i costi l’hanno voluta e sostenuta. Con questo provvedimento, e quello “sul tetto massimo del prelievo”, fissato dall’Ispra a 160 individui l’anno, si dà soddisfazione, in realtà, solo alla generale irragionevole fobia contro il lupo e ai soliti fanatici “sparatutto” che vorrebbero aggiungere 160 lupi abbattibili ai 3-400 animali uccisi ogni anno dai bracconieri o da incidenti stradali. Allo stato, però, non c’è alcun via libera automatico agli abbattimenti. Si procederà caso per caso e come Associazioni ci opporremo in tutte le sedi e con tutti i mezzi leciti per difendere la conservazione e la dignità di questa specie» – si legge nel comunicato congiunto. Critiche al Governo anche dalla Lav: «Ammazzare i lupi non è solo un atto moralmente indegno e che confligge con la Costituzione, ma non serve nemmeno a diminuire le loro predazioni sugli animali allevati, come già accertato dalla comunità scientifica in tutto il mondo. Sono invece gli allevatori ad essere obbligati a proteggere i loro animali, ai sensi del Decreto Legislativo n. 146 del 2001 che ha recepito in Italia la Direttiva 98/58/CE dell’Unione Europea, e l’unico modo per ottemperare a tale dovere comunitario e nazionale è di implementare misure preventive incruente, come le recinzioni elettrificate, la cui validità è scientificamente comprovata» – si legge in un intervento diffuso sul sito web della Lega Anti Vivisezione.
Fonti:
- https://www.wwf.it/pandanews/animali/nuovo-passo-avanti-verso-il-declassamento-del-lupo-in-italia-una-decisione-insensata/
- https://www.oipa.org/italia/depotenziamento-della-protezione-del-lupo-in-italia-il-decreto-e-in-gazzetta-ufficiale-via-libera-dellispra-allabbattimento-di-160-lupi-ogni-anno/
- https://www.lav.it/news/caccia-al-lupo-depotenziamento-protezione-pubblicato-su-gazzetta-ufficiale
#lupo #animali #decreto #italia #lupi #abbattimenti #ambiente #animalisti




