Il Cantone del Vallese ci ripensa: non pagherà i 108.000 euro spesi dall’Ospedale di Sion per le cure prestate, per poche ore, a quattro ragazzi italiani (uno in più di quanto si sapeva finora) feriti nel rogo di Crans-Montana. La Svizzera chiederà dunque all’Italia di saldare il conto, riaccendendo le tensioni diplomatiche tra Roma e Berna. Il cambiamento di posizione del Cantone del Vallese sembra fondarsi su valutazioni di carattere legale e finanziario:
principi di responsabilità transfrontaliera, la questione di chi debba farsi carico dei costi sanitari sostenuti oltre confine e la necessità di preservare i propri bilanci sanitari. Inoltre, difficoltà pratiche nel recupero delle somme e precedenti giurisprudenziali potrebbero aver spinto Berna a rivedere la decisione iniziale. La reazione del Presidente del Consiglio non si era fatta attendere: «Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all’Italia il pagamento delle esose spese mediche che l’ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana. Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata» – aveva osservato Giorgia Meloni con un post diffuso su Facebook lo scorso 24 aprile.
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