Una devastante alluvione ha colpito l’area al confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 157 vittime e lasciando centinaia di persone disperse. Stando a quanto si apprende, il disastro sarebbe stato causato dallo scioglimento improvviso di almeno uno dei due laghi glaciali ubicati in zona. Tra gli stranieri che risultano ancora irreperibili figurano 133 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi, 19 malesi, sette ucraini, sei singaporiani e sei sudafricani.
Novanta italiani presenti nella zona
Secondo le prime informazioni diffuse dall’Unità di Crisi della Farnesina, nell’area interessata dal maltempo si trovano circa 90 cittadini italiani. Il ministero degli Esteri ha avviato le verifiche per accertare le loro condizioni e garantire assistenza. Due connazionali, accompagnati dalla propria guida, sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha interrotto una strada. La Farnesina ha fatto sapere che stanno bene e che sono in contatto con le autorità italiane. Alcuni italiani sarebbero inoltre rimasti bloccati lungo la tratta tra Pokhara e Kathmandu. Al momento, dal ministero non emergono particolari motivi di preoccupazione per gli altri connazionali presenti nella regione, ma le verifiche sono ancora in corso. Video:
Tajani: “I due italiani stanno bene”
A margine del Meeting di Rimini, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiornato la situazione degli italiani coinvolti nell’emergenza. “Gli italiani coinvolti nell’alluvione in Nepal sono due e stanno bene. Siamo in contatto con loro e con le loro famiglie”, ha dichiarato Tajani. Il ministro ha aggiunto che le autorità stanno seguendo le operazioni per consentire ai connazionali di rientrare in Italia nel modo più sicuro possibile. “Non ci risulta che ci siano problemi per altri italiani”, ha precisato.
Un fiume di fango ha travolto villaggi e veicoli
Le immagini diffuse sui social mostrano la potenza dell’alluvione: un enorme fiume di fango è sceso dalla montagna verso valle, travolgendo abitazioni, automobili e persone. La violenza della corrente ha provocato ingenti danni e reso particolarmente difficili le operazioni di soccorso. Tra le testimonianze raccolte c’è quella di un pilota di elicottero impegnato nelle operazioni nella zona. Intervistato dalla Cnn, ha raccontato di aver visto sollevarsi una nube di polvere pochi minuti prima dell’atterraggio. “In un primo momento sembrava una frana. Abbiamo pensato che l’esercito stesse usando esplosivi per costruire nuove strade”, ha spiegato il pilota. Poco dopo, però, è apparita la reale portata della tragedia: “C’erano onde alte tra i cinque e i sei metri. Abbiamo sorvolato i villaggi e visto grandi alberi e alcuni veicoli trascinati via dalla corrente”. “È stata una situazione davvero spaventosa. Non avevo mai assistito a una devastazione simile”, ha concluso.
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