In Iran rivolte contro il regime: 44 morti, internet bloccato a livello nazionale e cè chi evoca il ritrno dello Scià

L’Iran sta vivendo uno dei suoi momenti più critici, con un blackout nazionale di Internet che ha limitato gravemente le comunicazioni in tutto il Paese. Questa situazione si verifica mentre le proteste contro il regime, già intense, si intensificano ulteriormente, entrando nella loro seconda settimana e portando a un tragico bilancio di 44 vittime. Il crollo del traffico Internet è stato segnalato da NetBlocks, che ha condiviso dati in tempo reale mostrando un drastico calo delle connessioni. Questo blackout si è verificato giovedì sera, subito dopo che erano circolate richieste di proteste di massa in tutto il Paese. La chiusura delle comunicazioni è stata interpretata come una risposta alle crescenti dimostrazioni contro il regime. Ali Safavi, un membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), ha riportato che il traffico internet è diminuito drasticamente a partire dalle prime ore del pomeriggio. Le notizie di scontri violenti nelle province di Lordegan e Isfahan sono giunte quasi simultaneamente, suggerendo un coordinamento tra le misure di censura e le violenze sul campo. In un’intervista con Hugh Hewitt, l’ex presidente Donald Trump ha avvertito il regime iraniano di conseguenze gravi se avesse continuato a uccidere manifestanti. Ha rimarcato l’importanza della libertà, incoraggiando gli iraniani a lottare per i loro diritti. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha amplificato questo messaggio, utilizzando i social media per esprimere preoccupazione per la repressione in corso. La chiusura delle comunicazioni è vista come un tentativo disperato del regime di mantenere il controllo sulla situazione:

I risvolti delle proteste

Le manifestazioni sono state scatenate da gravi problematiche economiche, come il crollo della valuta iraniana e l’aumento dell’inflazione, ma si sono evolute in un movimento di protesta più ampio che chiede il rovesciamento della Repubblica Islamica. Con scioperi generali e scontri di strada che si intensificano, i manifestanti hanno preso di mira edifici governativi e simboli dello Stato, con atti di vandalismo e incendi in diverse città. Safavi descrive la portata delle manifestazioni come senza precedenti, con milioni di iraniani scesi in piazza in segno di protesta. Le notizie confermano che il bilancio delle vittime sta aumentando rapidamente, con report di vittime specifiche nei recenti scontri. Nonostante i blackout, l’uso dei social media continua a giocare un ruolo cruciale nella diffusione delle informazioni. Piattaforme come Instagram sono utilizzate per organizzare e documentare le proteste, permettendo agli iraniani di superare le limitazioni imposte dalle autorità. La comunicazione è fondamentale per la protesta, e la resilienza dei manifestanti è evidente. Il figlio dell’ultimo Scià dell’Iran, Reza Pahlavi, è atteso per un incontro a Mar-a-Lago, dove è previsto un intervento al Jerusalem Prayer Breakfast. La sua presenza e le sue dichiarazioni potrebbero ulteriormente galvanizzare le forze di opposizione interna e internazionale. La crisi attuale, con il moltiplicarsi delle violenze e la soffocante censura, rappresenta una svolta decisiva per il futuro politico dell’Iran. Mentre il regime cerca di mantenere il controllo, la determinazione dei manifestanti suggerisce che questa potrebbe essere solo la scintilla di un cambiamento più ampio. Il futuro dell’Iran rimane incerto, ma l’eco delle proteste e il coraggio dei suoi cittadini stanno risuonando sia a livello nazionale che internazionale, attirando l’attenzione e la solidarietà globale. Link video:

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