Banche online, Hacker criminali chiedono riscatto da 3 milioni a famosa società

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Un gruppo di hacker che si identifica con il nome iamnotavillain sostiene di essere responsabile di una violazione dei dati ai danni di Revolut e minaccia di vendere le informazioni sottratte ad altre organizzazioni criminali. Per evitare la diffusione dei documenti, i cybercriminali hanno chiesto alla banca digitale britannica un riscatto di 3 milioni di dollari, da pagare entro 24 ore. Stando a quanto si apprende, l’ultimatum è comparso mercoledì pomeriggio sul sito web del gruppo, accompagnato da un conto alla rovescia digitale. La richiesta ammonta a 6.000 Monero, una criptovaluta particolarmente utilizzata nelle attività illecite perché rende più difficili da tracciare le transazioni. La pubblicazione immediata della richiesta rappresenta una modalità insolita per questo tipo di attacchi. In genere, i gruppi ransomware cercano prima di negoziare privatamente con la vittima e rendono pubblico il ricatto soltanto quando le trattative falliscono, spesso pubblicando successivamente i dati su siti del dark web.

Documenti di identità e informazioni finanziarie:

Gli hacker hanno dichiarato di aver ottenuto documenti appartenenti a clienti Revolut, tra cui patenti di guida, passaporti, fotografie utilizzate per la procedura di verifica dell’identità e cronologie delle transazioni. A sostegno delle proprie accuse, il gruppo avrebbe condiviso immagini parzialmente oscurate e un video di circa un minuto che mostra un utente non identificato mentre naviga tra quelli che sembrano essere documenti interni e dati relativi ai clienti della banca. Secondo le informazioni disponibili, la violazione potrebbe aver coinvolto almeno 680 conti. Diversi clienti hanno già espresso preoccupazione per il possibile compromesso dei propri dati personali. L’accesso alle informazioni sarebbe avvenuto attraverso la compromissione di un sistema di posta elettronica appartenente alle autorità italiane. Gli hacker avrebbero utilizzato gli account violati per fingersi rappresentanti delle forze dell’ordine e richiedere a Revolut informazioni su specifici conti correnti nell’arco di diversi mesi. Il gruppo sostiene inoltre di aver selezionato i propri obiettivi attraverso l’analisi della blockchain, individuando conti Revolut con consistenti disponibilità in criptovalute. La vicenda sarebbe ora oggetto di accertamenti da parte delle unità italiane specializzate nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo. Al momento, tuttavia, le affermazioni degli hacker non risultano completamente verificate. La pubblicazione di screenshot e video non costituisce di per sé una prova definitiva dell’ampiezza dell’attacco né dell’autenticità di tutti i documenti mostrati.

La posizione di Revolut:

Revolut ha dichiarato di non aver ricevuto alcun contatto diretto né una richiesta ufficiale di pagamento dal gruppo responsabile delle rivendicazioni. La società aveva già comunicato di stare offrendo “assistenza immediata” ai clienti potenzialmente coinvolti e di collaborare con le autorità giudiziarie e gli organismi di regolamentazione competenti. Fondata nel 2015, Revolut è oggi una delle principali società fintech europee. La piattaforma opera come banca in oltre 30 Paesi e serve circa 80 milioni di clienti. L’azienda è stata recentemente valutata 115 miliardi di dollari in un’operazione di vendita secondaria di azioni. L’eventuale diffusione dei dati rappresenterebbe un grave rischio per i clienti interessati, soprattutto per quanto riguarda il furto d’identità, le frodi finanziarie e l’uso illecito delle informazioni contenute nei documenti di verifica.

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