Quattro maggiorenni resteranno in carcere, mentre un quinto sarà posto ai domiciliari con braccialetto elettronico. Sono i primi provvedimenti del gip nei confronti delle persone arrestate dopo gli scontri che, tra sabato e domenica, hanno devastato il centro di Milano. Stando a quanto si apprende, cinque sono accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e di resistenza pluriaggravata. Per gli 11 minorenni, tra i 14 e i 16 anni, sono state disposte misure cautelari: tutti sono stati collocati in comunità o ai domiciliari. In totale, i minori arrestati durante le due giornate sono stati 35; 25 di loro sono italiani. Intanto, dalle prime indagini spunta anche il sospetto di una regia precisa:
«…un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico»
Stando a quanto si apprende, il gip ritiene «più che plausibile» l’idea che «l’autoconvocazione via social della protesta» sabato «fosse già preordinata alle violenze sotto un’insegna volutamente generica di istanze sociali varie»; e definisce inoltre già «evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico». Nelle motivazioni della convalida degli arresti, contenute in un provvedimento di 29 pagine, il gip definisce «altissimo» il rischio che si ripetano aggressioni di gruppo e armate. Nelle motivazioni si legge che alcuni avrebbero agito «presi dall’euforia» di entrare nei negozi e impossessarsi di scarpe e vestiti senza pagarli, in accordo con altri manifestanti e mettendo a rischio la pubblica incolumità. Gli interrogatori proseguono per altri sei indagati. Link video:
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