Troppo cianuro, richiamato lotto di farina di Cassava

Il Ministero della Salute italiano ha annunciato sul portale del dicastero dedicato agli “Avvisi di sicurezza e ai Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori”, a tutela della salute dei consumatori, il richiamo precauzionale da parte del produttore di un lotto di farina per possibile rischio chimico. Stando a quanto si apprende, la causa del richiamo riguarda la presenza di livelli di acido cianidrico (cianuro) superiori ai limiti di legge (35 mg/kg contro 10 mg/kg consentiti):

Oggetto del richiamo è solo uno specifico lotto, cui codice identificativo è stato regolarmente riportato nella scheda apparsa sul sito del Ministero. La farina è stata importata dal Ghana da un’azienda che ha sede a Bleiswijk, nei Paesi Bassi. A scopo precauzionale, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di non consumare la farina di cassava con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto per il rimborso o la sostituzione o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale. La Manioca o Yuca o Cassava appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae, Genere Manihot, Specie esculenta. Si tratta di un tubero simile ad una patata, ma ancor più somigliante ad una radice tuberosa (come la batata, volgarmente conosciuta come patata dolce o patata americana). La porzione commestibile è rappresentata dal tubero stesso, ricchissimo di amido, quindi di energia. La cassava è un’importante fonte alimentare per chi popola le sue zone di origine, ovvero l’America centrale; ad oggi, grazie alla notevole redditività e alle scarse necessità colturali, la yuca è ampiamente diffusa anche nel continente africano ed in Asia. La manioca può essere consumata in diversi modi ma viene prevalentemente sottoposta a cottura. In virtù delle sue caratteristiche chimiche, con il tubero si producono anche la farina e la fecola (o meglio, le fecole), sottili e di colore bianco o giallino. A tal proposito, riportiamo qui sotto i link alla scheda diffusa dal Ministero della Salute:

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_PubblicazioneRichiami_2590_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf

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