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Morta l’anziana sfrattata di casa a 87 anni. «Non sono morti, sono omicidi» per i manifestanti di Madrid

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Migliaia di persone hanno attraversato Madrid dalla Puerta del Sol fino alla casa di Maricarmen Abascal, per rendere omaggio alla donna di 87 anni morta mercoledì all’ospedale Gregorio Marañón. Per settant’anni aveva vissuto al numero 46 di calle de Sainz de Baranda, da cui era stata sfrattata due settimane prima. Non ha potuto farvi ritorno. La marcia, convocata dal Sindicato de Inquilinas con lo slogan «Hasta siempre, Maricarmen», è partita dalla Puerta del Sol poco dopo le 20. In testa, una corona di fiori arancioni recava la scritta: «Continueremo a lottare per te, ti vuole bene il tuo Sindicato». Su un foglio, un altro messaggio: «È morta in servizio, difendendo la propria dignità». Link video:

Molti partecipanti hanno camminato con candele accese. Dietro la corona, i manifestanti hanno portato una fotografia di Maricarmen con le braccia alzate: l’immagine della gioia per aver fermato il suo terzo tentativo di sfratto. «Non sono morti, sono omicidi», hanno gridato lungo il percorso. A Sol, dove già dalla sera precedente era stato allestito un memoriale con fiori, candele e messaggi, le lavoratrici dell’infanzia in sciopero hanno dedicato un momento di ricordo a Maricarmen. «Maricarmen è la casa di tutti», recitava un cartello al centro della piazza. Le educatrici, in sciopero a oltranza dal 7 aprile, si sono poi unite alla marcia. Durante il loro incontro settimanale, la portavoce della piattaforma, Rosa Marín, ha annunciato che il decreto per cui le lavoratrici si mobilitano da sei mesi potrebbe essere approvato prima delle elezioni generali. «Il nostro decreto oggi è appeso a un filo, ma ieri abbiamo parlato con il Ministero dell’Istruzione. È possibile che venga approvato prima di novembre. C’è speranza», ha detto, accolta dagli applausi. Sul fronte politico, la vicesegretaria del Partito Popolare, Cuca Gamarra, ha promesso che, se Alberto Núñez Feijóo arriverà al governo, il partito limiterà il ricorso ai decreti-legge. Gamarra ha inoltre proposto una riforma del funzionamento del Parlamento, un registro pubblico e obbligatorio dei gruppi di interesse e conseguenze per il mancato adempimento dell’obbligo di presentare i bilanci.

Un portavoce di Esquerra Republicana al Congresso, ha invece ribadito di voler guidare la candidatura del partito alle elezioni del 29 novembre, auspicando un’intesa con altre forze di sinistra e antifasciste. «Ci proverò fino alla fine. E spero che anche ERC lo voglia», ha scritto.

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