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Ai: cosa hanno detto Zuckerberg, Musk seduti allo stesso tavolo con Trump e i dirigenti di Google – video

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riunito martedì alla Casa Bianca alcuni dei principali protagonisti dell’industria tecnologica americana per discutere del futuro dell’intelligenza artificiale. Trump ha definito l’incontro “un’assemblea straordinaria” delle menti impegnate a costruire la “Golden Age” degli Stati Uniti d’America. Alla riunione hanno partecipato dirigenti e rappresentanti di aziende come OpenAI, Anthropic, Nvidia, SpaceX, Meta e Google. L’incontro si è svolto mentre cresce il dibattito sulla necessità di introdurre regole più severe per contenere i rischi legati ai sistemi di intelligenza artificiale avanzata. Dalla giornata sono emersi tre temi principali:

Un accordo volontario per la sicurezza dell’AI

 

l’autoregolamentazione delle aziende, la costruzione di nuovi data center e la scelta dell’amministrazione Trump di sostituire il termine “artificial intelligence” con “Super Intelligence”. Al termine della riunione, Trump ha annunciato la firma di un accordo definito “moralmente vincolante”. Il documento, chiamato “White House Accord on Super Intelligence”, stabilisce che ogni azienda deve assumersi la responsabilità della sicurezza dei propri modelli e delle tecnologie che sviluppa.

L’intesa prevede quattro livelli di controllo:

sistemi interni per monitorare le capacità e il comportamento dei modelli;
squadre incaricate di individuare e correggere rapidamente eventuali problemi;
verifiche da parte di auditor o valutatori indipendenti;
supervisione da parte di comitati indipendenti dei consigli di amministrazione.

Le aziende dovrebbero inoltre controllare che i loro sistemi non accedano o interferiscano in modo imprevisto con infrastrutture tecnologiche esterne. Il documento cita in particolare i rischi legati alla cybersecurity, alla biosecurity e alle minacce chimiche.

Trump ha paragonato l’accordo a una sorta di “costituzione” per il settore tecnologico e ha annunciato la possibile creazione di un consiglio incaricato di supervisionare la sicurezza degli strumenti di AI. Non sono stati però forniti dettagli sulla composizione dell’organismo né sui suoi poteri.

Mark Zuckerberg ha definito l’intesa un passo iniziale per aumentare la fiducia del pubblico. Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha invece presentato l’accordo come un modo per competere e, allo stesso tempo, sviluppare la tecnologia in sicurezza. L’accordo ha suscitato reazioni contrastanti. I sostenitori ritengono che l’introduzione di controlli interni, audit indipendenti e verifiche da parte dei consigli di amministrazione possa creare uno standard comune per l’intero settore. I critici sottolineano però che il documento non stabilisce sanzioni in caso di violazione e lascia alle stesse aziende il compito di definire cosa debba essere considerato sicuro. Secondo alcuni esperti di governance dell’intelligenza artificiale, l’intesa non chiarisce nemmeno chi dovrebbe essere ritenuto responsabile quando un sistema provoca danni o agisce in modo imprevisto.

Il testo precisa inoltre che, in futuro, potrebbe essere opportuno trasformare questi principi in leggi o regolamenti. Per ora, tuttavia, l’accordo resta volontario e privo di meccanismi pubblici di applicazione. La questione è particolarmente delicata perché arriva in un momento di crescente pressione sull’industria. Alcune aziende tecnologiche hanno chiesto maggiore supervisione istituzionale, mentre diversi ricercatori hanno segnalato il rischio che sistemi sempre più autonomi possano sfruttare vulnerabilità, accedere a strumenti non autorizzati o operare oltre gli obiettivi stabiliti.

Trump difende l’espansione dei data center:

Un altro tema centrale del vertice è stato lo sviluppo dei data center, le infrastrutture che forniscono la potenza di calcolo necessaria per addestrare e utilizzare i modelli di intelligenza artificiale. Trump ha ribadito il proprio sostegno alla costruzione di nuovi impianti e ha promesso che le grandi aziende tecnologiche collaboreranno con le comunità locali. Secondo il presidente, i data center potrebbero portare investimenti, posti di lavoro e contributi per settori come l’istruzione e l’energia. La loro espansione, tuttavia, incontra una crescente opposizione in diverse aree degli Stati Uniti. I residenti temono l’aumento dei consumi elettrici, la pressione sulle reti energetiche, l’utilizzo di acqua per il raffreddamento e l’impatto ambientale delle strutture. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha proposto di definire i data center “fabbriche di superintelligenza”. A suo giudizio, questi impianti starebbero contribuendo alla reindustrializzazione degli Stati Uniti e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Trump ha invece descritto l’opposizione locale come un ostacolo alla crescita economica, sostenendo che solo le comunità intenzionate a “rimanere arretrate e povere” dovrebbero rifiutare i nuovi investimenti.

Dall’intelligenza artificiale alla “Super Intelligence”

Durante la stessa giornata, Trump ha firmato un ordine esecutivo che invita le agenzie federali a sostituire ufficialmente il termine “artificial intelligence” con “SI”, abbreviazione di “Super Intelligence”. La nuova espressione dovrebbe comparire nella corrispondenza ufficiale, nei siti web, nei rapporti e negli altri documenti dell’amministrazione. Secondo l’ordine, il termine “intelligenza artificiale” non descriverebbe più adeguatamente capacità che stanno evolvendo verso sistemi più avanzati e autonomi. Trump aveva già sostenuto alle Nazioni Unite che la parola “artificiale” facesse sembrare la tecnologia meno concreta o quasi fittizia. Il presidente ha inoltre affermato che chi riuscirà a conquistare la leadership nella “Super Intelligence” avrà un vantaggio decisivo sul piano economico e geopolitico. Alcuni dirigenti, tra cui Zuckerberg ed Elon Musk, hanno già iniziato a usare la nuova terminologia. Diversi esperti, tuttavia, ritengono improbabile che “Super Intelligence” possa sostituire rapidamente il termine AI nel linguaggio comune. L’espressione viene infatti utilizzata soprattutto per indicare sistemi ipotetici capaci di superare gli esseri umani in un’ampia gamma di attività cognitive, non tutti gli strumenti oggi classificati come intelligenza artificiale.

Una sfida tra innovazione e responsabilità

Il vertice della Casa Bianca ha mostrato il delicato equilibrio ricercato dall’amministrazione Trump: accelerare lo sviluppo tecnologico per mantenere la leadership americana, evitando al tempo stesso che i rischi dell’AI compromettano la fiducia dell’opinione pubblica.

L’accordo volontario rappresenta un primo tentativo di fissare regole comuni, ma lascia aperte alcune delle domande più importanti: chi controlla davvero le aziende, quali sono le conseguenze di una violazione e chi risponde nel caso in cui un sistema provochi danni?

Mentre gli Stati Uniti investono nella costruzione di data center e spingono il settore verso sistemi definiti “Super Intelligence”, il confronto sulla regolamentazione è destinato a intensificarsi. La vera sfida non sarà soltanto sviluppare modelli più potenti, ma dimostrare che possano essere utilizzati in modo verificabile, trasparente e responsabile. Link video:

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