Un grave episodio di violenza omofoba si è verificato in un locale nei pressi di Olbia, dove un attivista di un collettivo queer, è stato brutalmente aggredito insieme ad alcuni amici. Secondo quanto ricostruito, l’attacco sarebbe stato portato da un gruppo di circa trenta ragazzi, tra i quali sarebbero presenti anche diversi minorenni. La spedizione si sarebbe accompagnata a pesanti insulti omofobi, trasformando una serata in un’aggressione premeditata e particolarmente violenta.
Angelo Ratti e i suoi accompagnatori avrebbero riportato traumi fisici e lesioni tali da richiedere cure ospedaliere. Nonostante i tentativi di dissuasione messi in atto dai familiari di alcuni degli aggressori, le persone colpite hanno deciso di sporgere denuncia in modo formale, chiedendo che siano accertate responsabilità e circostanze dell’accaduto. Le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente sul posto, avviando le indagini. Le attività investigative avrebbero già consentito l’identificazione di diversi responsabili, mentre il caso resta al centro dell’attenzione pubblica per la sua gravità e per la componente legata all’odio di genere. Il fatto ha suscitato forte indignazione, riaccendendo il dibattito sulla necessità di contrastare con misure concrete ogni forma di violenza e intolleranza. In particolare, l’episodio ha riaperto la discussione su come garantire maggiore sicurezza nei locali pubblici e nelle località turistiche, dove soprattutto nei mesi più affollati sono fondamentali prevenzione, tutela delle vittime e applicazione rigorosa della legge. Di seguito, riportiamo il link alla video-testimonianza diffusa online:
Fonte: Rai