Unione Europea boccia Riforma Fornero: “l’età pensionabile va aumentata ulteriormente, anziani devono lavorare”

Il Pension Adequacy Report 2018, pubblicato dalla Commissione Europea, ha bocciato la riforma Fornero sull’adeguamento automatico dell’età pensionabile legato alle aspettative di vita. Secondo lo studio, nei prossimi vent’anni, ci sarà un incremento della spesa pensionistica motivata da una bassa crescita della produttività e dalla composizione demografica del nostro Paese, dal momento che in futuro ci saranno meno giovani e più anziani. Il rapporto osserva come l’inasprimento estremamente rapido dei requisiti per la pensione delle riforme adottate tra il 2009 e il 2011 abbiano provocato un effetto “anziani dentro, giovani fuori”, con 1 milione di lavoratori anziani tra i 50 e i 64 anni in più, e una contemporanea riduzione di giovani lavoratori di 0,9 milioni tra i 15 e i 34 anni, impedendo così il ricambio generazionale.

Si assiste anche a un maggior numero di over 50 disoccupati passati da 130 mila a 500 mila: sono lavoratori che in altre epoche sarebbero stati pensionati, e ora non hanno accesso né all’assegno Inps, né al lavoro. Ma il dato più preoccupante che emerge dal rapporto è che, nonostante l’alta spesa, il sistema pensionistico italiano non fornisce una forte protezione contro la povertà e, se si vuole guardare ad un futuro roseo, devono essere intraprese misure efficaci per migliorare la capacità di assorbimento del mercato del lavoro e affrontare gli effetti collaterali negativi. Se dalla Commissione Europea c’è questo dietrofront, il messaggio in realtà andrebbe letto per intero: il Fondo Monetario Internazionale lascia intendere all’Italia che l’età pensionabile non andrebbe assolutamente abbassata ma anzi, andrebbe ulteriormente alzata in quanto “la spesa pensionistica italiana resta elevata (“nel 2045 raggiungerà il 20,3% del Pil”, stima più alta del 16% previsto dal Tesoro)”.

Dunque, questi organismi internazionali che attualmente detengono il potere finanziario hanno la presunzione di comandare sui singoli stati dettando loro riforme impopolari che porterebbero gravissime conseguenze per le vite dei singoli cittadini. Il tutto avviene mentre gli over-40 (ma a dirla tutta anche i più giovani) non riescono a trovare lavoro e i pensionati restano senza soldi e senza pensione spesso costretti a rovistare tra i bidoni dell’immondizia.

La Bce aggiunge un ulteriore tassello, specificando che l’unico modo per rendere sostenibile il sistema previdenziale è proprio quello di agire sui requisiti, quindi sull’età pensionabile. «L’aumento dell’età di pensionamento» può «ridimensionare gli effetti macroeconomici negativi dell’invecchiamento». Abbassare l’importo delle pensioni, invece, può «contrastare in misura molto limitata tali effetti macroeconomici». Da respingere l’aumento di contributi che pagano datori e lavoratori, che rischia di esacerbare gli effetti negativi sui conti pubblici dell’invecchiamento della pensione. Tra le righe, insomma, gli economisti della Bce bocciano interventi che puntino su una maggiore flessibilità in uscita in cambio di un calcolo meno favorevole dell’assegno previdenziale. Quindi anche l’Ape nelle varie versioni varato dai governi Renzi e Gentiloni. No all’aumento dei contributi, che poi è quello che propongono senza troppo clamore i sindacati. Sì, invece, ad aumenti dell’età del ritiro. I richiami delle istituzioni internazionali riguardano spesso l’Italia, ma solo per ragioni di tenuta dei conti pubblici (nemmeno quelli strettamente previdenziali che sono in equilibrio). La nostra età del ritiro, per i pensionati del futurio, è già tra le più alte d’Europa.

E’ in questo contesto che gli italiani hanno provato a votare in massa Movimento 5 Stelle e Lega, in contrasto con i partiti “moderati” che invece hanno concesso alla BCE riforme che stanno di fatto uccidendo il tessuto sociale del nostro paese. Un’economia basata sull’autoproduzione di cibo, energia e anche moneta sarebbe la risposta definitiva contro questi tiranni del nuovo millennio, soprattutto in un contesto di povertà assoluta che sta interessando moltissimi cittadini italiani ed europei. Sforare il 3%, uscire dall’Euro o anche dall’Europa se costretti a queste vergognose condizioni, potrebbe rivelarsi necessario: l’importante non è far contenti i “mercati” e la “finanza”. La cosa importante è salvare i nostri nonni, i nostri genitori, i nostri figli e i figli dei loro figli. Se Salvini e Di Maio avranno coraggio, riusciranno a distruggere questo meccanismo perverso assecondato da tutti. Sino ad oggi. Rimetti a noi i nostri debiti. A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news).