Un vaccino era già pronto ma non ha ricevuto le risorse necessarie

Il professor Andrea Gambotto, ricercatore dell’università di Pittsburgh, che ha elaborato il primo vaccino contro Sars, Mers e Sars-CoV-2

Nel corso di un’intervista rilasciata a L’Espresso, il ricercatore italiano parla di una tecnica che nel 2003 riuscì ad immunizzare le scimmie dalla “vecchia” SARS usando un adenovirus come vettore virale. Grazie a questa tecnica risalente a 18 anni fa, le case farmaceutiche hanno poi rifatto da zero il percorso, creando i vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sputnik V e i due sieri cinesi. Il ricercatore ha però puntato il dito contro l’allora amministrazione statunitense (guidata da Trump) che, a quanto sembra, preferì non finanziare la ricerca della University of Pittsburgh Medical Center, penalizzando di fatto la ricerca pubblica:

Sempre nel corso dell’intervista rilasciata al noto giornale, il ricercatore parla dell’evoluzione del progetto, che potrebbe rivelarsi decisivo per il contrasto di una pandemia che, diversamente, potrebbe diventare ben più lunga di quanto previsto. Una volta giunto in Europa, il progetto è stato ricreato da zero a causa delle autorizzazioni (differenti da quelle statunitensi) con una modifica fisica al potenziale vaccino alternativo, che potrebbe diventare così un farmaco somministrabile via spray nasale. Per ora, la somministrazione dei vaccini diffusi nel mondo è effettuata mediante iniezioni, modalità classica che però influisce negativamente sulle tempistiche rispetto ad alternative più celeri. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un video diffuso alcuni mesi fa su YouTube:

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