Ufficiale: Governo taglia Reddito di Cittadinanza e aumenta pensioni minime, M5s annuncia protesta a difesa Rdc – video

Dal 1 gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza verrà abrogato per tutti – occupabili e non – sostituito tout court da una nuova riforma, “perché serve un cambiamento a 360 gradi“, hanno commentato fonti del governo. Stando a quanto si apprende, Fratelli d’Italia avrebbe spinto gli alleati ad individuare una soluzione definitiva piuttosto che graduale:

L’ipotesi di una cancellazione immediata del beneficio già dal 1° gennaio ’23 (che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi) è però apparsa troppo radicale. Una mediazione proposta dalla ministra del Lavoro prevedeva un anno “cuscinetto” (fino al 31 dicembre 2023), in cui inserire i lavoratori occupabili nel mondo del lavoro (circa 650 mila degli attuali percettori del Reddito). Alla fine, il governo ha così deciso di ridurre l’opportunità a otto mesi con il beneficio che verrà perso già al primo rifiuto, anche di un impiego per pochi giorni. Il risparmio atteso è stimato di 734 milioni di euro. Dura critica dal M5s che annuncia una manifestazione di protesta contro la strategia del Governo Meloni:

“L’ultima novità che arriva dalla maggioranza della Meloni parla di un taglio di mensilità del Reddito di cittadinanza per gli “occupabili”: persone in grande difficoltà, fra cui molti over 50 e 60 per cui trovare lavoro oggi è durissimo e 200 mila cittadini che già lavorano e che chiedono il Rdc per integrare stipendi da fame. Siamo disposti a tutto per arginare questo piano folle, anche a scendere in piazza. Noi non getteremo mai la spugna su queste battaglie, vediamo se saremo i soli o se altre forze politiche risponderanno “presente” – ha dichiarato sui social l’ex premier Giuseppe Conte.

Soddisfatta invece Forza Italia che rivendica l’aumento delle pensioni minime (da 523 a circa 600 euro) alla Lega, le cui istanze sono state accolte. Soprattutto, la cosiddetta “Quota 103“, ovvero il sistema per cui si potrà andare in pensione con 62 anni d’età e 41 di contributi versati. Si tratterrà, comunque, di una soluzione “ponte”, valida per il solo 2023, in attesa di una riforma complessiva. Si valuta anche la possibilità di recuperare altre risorse, tagliando la rivalutazione delle pensioni all’inflazione per gli assegni più alti.

Sempre in ambito pensionistico, cambia “opzione donna“, vale a dire il calcolo che consente alle lavoratrici (con almeno 35 anni di contributi), di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti. A quanto si apprende, “opzione donna” viene sì prorogata di un anno ma anche legata al numero di figli: si uscirà a 58 anni con due o più figli, a 59 se si ha un solo figlio e a 60 chi non ne ha. Ma tra i provvedimenti richiesti a gran voce dalla Lega vi era anche la flat tax (aliquota del 15% con un’estensione fino ai redditi pari a 85 mila euro, per le partite Iva). Link video conferenza stampa:

Giuseppe Conte: «Si colpiranno i più deboli togliendo il reddito di cittadinanza» – link video:

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