Ucciso cucciolo di lupo disabile “investito da un’auto a causa degli incivili”

È stato investito da un’auto e ucciso il cucciolo di lupo disabile di Castel di Guido, il parco urbano di Roma dove da qualche tempo vive un branco di lupi. Lo rende noto su Facebook la ong animalista Lipu, che a Castel di Guido gestisce un’oasi faunistica. A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news).

“Nella mattinata di martedì 10 aprile ci è giunta la segnalazione del rinvenimento di un lupo senza vita all’interno dell’Azienda Castel di Guido si legge sul profilo Facebook dell’Oasi Lipu. “Appena giunti sul posto, non abbiamo potuto fare altro che constatare il decesso dell’animale, che si è rivelato ben presto essere il giovane lupo più debole della famiglia. Al grande dispiacere per la morte dell’animale, si è subito aggiunta la rabbia per le evidenti cause non naturali del decesso. Infatti è risultato ben presto evidente come la morte dell’animale fosse stata causata da un trauma da impatto, probabilmente con un’automobile sulla sterrata adiacente al luogo del ritrovamento”.  Abbiamo prontamente avvertito gli organi competenti ( CC forestale, ASL territoriale Roma1 ) con i quali abbiamo cercato di ricostruire la dinamica dell’accaduto. In seguito il corpo dell’animale è stato recuperato dall’ASL e trasferito all’IZS di competenza per le necessarie analisi necroscopiche e genetiche. I primi risultati degli esami autoptici hanno confermato il decesso per un forte trauma contusivo per probabile investimento. Diverse le considerazioni da fare in merito:

1) Difficile credere che sia stato un incidente privo di intenzionalità. Appare infatti poco credibile che su una strada sterrata dove la velocità è fortemente inibita dal fondo accidentato, peraltro lungo un rettilinio che garantisce una visione di profondità, non sia stato possibile evitare un animale che, per le sue condizioni fisiche di disabilità, si muoveva molto lentamente. A rafforzare questa ipotesi l’assenza di segni di frenata sul terreno fangoso, dove invece erano ben leggibili le impronte degli pneumatici.

2) L’investimento, avvenuto probabilmente nelle ore notturne o all’alba, solleva ancora una volta il grave problema di gestione della fruibilità nell’Azienda Agricola Castel di Guido. I vari accessi carrozzabili nella proprietà dell’Azienda infatti sono formalmente inibiti al transito di mezzi non autorizzati anche attraverso l’esistenza di cancelli e sbarre. Sistematicamente in questi anni e ultimamente in modo continuativo da oltre 6 mesi però, i vari accessi restono completamente aperti, favorendo l’intrusione senza controllo di chiunque. Come abbiamo innumerevoli volte documentato, informandone anche le forze dell’ordine, i transiti soprattutto notturni molto spesso coincidono con scorribande di bracconieri e non si può certo escludere che questa volta qualcuno di questi criminali abbia utilizzato la sua macchina come mezzo di caccia piuttosto che il fucile, accanendosi tra le altre cose sull’ elemento più fragile del branco che non ha avuto nemmeno la possibilità di usare la fuga come difesa. Rimane quindi l’enorme amarezza nel costatare che, a fronte di uno sforzo che ha dell’incredibile da parte di un branco che sopra ogni aspettativa si è PRESO CURA e ha accudito con successo per quasi un anno un membro disabile della sua famiglia, corrisponde da una parte la truce CRUDELTA‘ di alcuni appartenenti alla specie umana e dall’altra l’INDIFFERENZA di chi ha la responsabilità di gestire un territorio tanto prezioso datogli in affidamento”.

“Siamo stati testimoni di un miracolo della Natura vanificato dall’uomo, cancellato in un attimo, perché forse la fine di questo giovane lupo sarebbe arrivata comunque prima del previsto, ma di certo se le regole civili fossero rispettate e fossero state fatte rispettare, nessun veicolo sarebbe potuto entrare quella notte come tutte le altre in questo angolo, rifugio, della Riserva del Litorale e lui sarebbe ancora qui trascinando testardo e inconsapevole il suo spirito di lupo sulle piste del branco..”. Linkiamo qui sotto il post diffuso su Facebook:

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