Tassa zucchero e plastica, Coca Cola in Italia minaccia chiusure stabilimenti “troppe tasse”

Le discusse “sugar tax” e “plastic tax” potrebbero costare caro a chi lavora negli stabilimenti italiani della nota azienda produttrice della popolare bevanda:

come riportato anche da molteplici testate giornalistiche online, la Coca Cola, in vista delle nuove tasse in discussione dal Governo centrale sostenuto da PD e M5S annuncia la sospensione degli investimenti per il 2020, stop all’acquisto delle arance di Sicilia, rischio chiusura degli stabilimenti più esposti alla doppia tassazione prevista dalla nuova manovra. In particolare:

La versione finale della cosiddetta plastic tax promossa da PD-M5S verrà applicata con 45 centesimi al chilo e andrà versata solo da luglio, mentre la sugar tax da 10 centesimi al litro slitta a ottobre. Il gettito atteso per lo Stato si è di conseguenza, per il 2020, previsto di 140 milioni per la plastic tax e 58,5 per la sugar tax. Coca Cola sostiene dunque che pagherà l’80% dell’ammontare totale delle due tasse. Problemi anche per Fanta (sempre controllata dalla The Coca Cola Company):

l’azienda che ha da poco lanciato l’aranciata a base di frutta di Sicilia Igp rischia di ripiegare sull’acquisto di arance dall’estero mentre anche gli stabilimenti del gruppo Sanpellegrino (oggi controllato dalla multinazionale Nestlè) potrebbe subire notevoli ripercussioni in campo di investimenti.

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