Tabaccaio chiede documenti a ragazzo, genitori gli spezzano un braccio e gli devastano il locale. Solidarietà dalla Federazione. E’ accaduto a Milano

Aveva soltanto chiesto un documento ad un ragazzo e ha dovuto subire così il danneggiamento del suo locale e la rottura di un braccio. E’ la triste disavventura capitata ad un tabaccaio milanese, aggredito per il solo fatto di aver fatto il suo dovere chiedendo ad un cliente – un ragazzo apparentemente minorenne – il documento d’identità, come prevede la legge che in quel caso vieta la vendita. Il ragazzo non ha presentato il documento sostenendo di non averlo con se. Lo stesso poi si è allontanato per poi tornare circa una trentina di minuti successivi, in compagnia dei genitori. Ne è nata un’accesa discussione, terminata con un’aggressione fisica e la devastazione del locale.

Il commerciante, che da tempo gestisce l’attività con la moglie, ha contattato le forze dell’ordine. Giunta sul posto anche una squadra del 118 che ha provveduto a soccorrere il malcapitato tabaccaio: oltre alla frattura a un braccio, l’uomo ha riportato anche diverse piccole contusioni. L’episodio è accaduto nei giorni scorsi e martedì l’uomo ha denunciato tutto alla polizia.  A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news). Immediata la solidarietà dell’associazione di categoria:

“Al nostro collega, che non mancheremo di sostenere con ogni mezzo possibile, va la solidarietà della Federazione e di tutti i colleghi d’Italia nella speranza che i colpevoli di tanta violenza possano presto essere assicurati alla giustizia”, ha affermato Giovanni Risso, presidente nazionale della Fit, Federazione italiana tabaccai.

“Per il solo fatto di aver adempiuto al suo dovere si è ritrovato al pronto soccorso e con il negozio distrutto dalla violenza dello stesso ragazzo e dei suoi familiari. Sono fatti di una violenza inaudita – ha proseguito Risso – che purtroppo dimostrano ancora una volta la pericolosità del nostro lavoro. Eppure siamo tabaccai, non marines e non possiamo rispondere a violenza con violenza. Preferiamo piuttosto continuare sulla strada intrapresa della difesa passiva e della maggiore collaborazione con le forze dell’ordine, anche grazie ai sistemi di videosorveglianza”.

Fonte: http://www.milanotoday.it/cronaca/tabaccaio-picchiato-.html