Sinergitaly e ANC insieme per Jannone: l’ex Colonnello antimafia si racconta a Giovinazzo, successo per la presentazione del libro

Esiste veramente un confine netto tra “Bene e Male”, tra “buoni e cattivi”? Forse nelle favole. La vita reale è molto più complessa. E’ stata questa la riflessione profonda che ha guidato il partecipatissimo dibattito che ha seguito, venerdì scorso a Giovinazzo, la presentazione in anteprima nazionale dell’ultimo libro di Angelo Jannone, “Un’arma nel cuore – Nell’Italia di oggi, ritratti di eroi vissuti nel silenzio“. L’autore, colonnello dei carabinieri in congedo e oggi affermato manager, ripercorrendo le delicate indagini seguite nella sua carriera – da Corleone all’America Latina, dalla Calabria al Veneto – indaga in maniera profonda e da una prospettiva originale la realtà del nostro Paese negli ultimi 40 anni. Una realtà fatta di persone in carne e ossa e non solo di freddi atti burocratici. Come spiega infatti Jannone:

“L’uomo, in fondo, rimane quella enigmatica creatura che racchiude in sé la grandezza divina e la spietatezza dei demoni. Da sempre. Come eterna è la lotta tra il Bene e il Male. Le nostre menti hanno bisogno di categorie precise. Il bene e il male, il buono e il bello, la tristezza e la felicità. Ma io ho smesso da tempo di pensare che il Bene e il Male esistessero come delle forze esterne a noi. Bene e Male sono ciò che le persone fanno, non ciò che sono”. All’incontro, organizzato da Riccardo Di Matteo di SinergyItaly e dall’Associazione Nazionale Carabinieri e moderato dal giornalista Michele Marolla, hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco della città pugliese, Tommaso Depalma, rappresentanti delle autorità civili e delle Forze dell’ordine, tra cui il dottor Grillo, alto funzionario dell’Interpol, giunto da Roma per presenziare all’evento. Merolla ha esordito dicendo:

“Solitamente, se si presenta un libro lo si legge qua e là. Ma io questo libro l’ho letto in 2 giorni perché è una miniera di retroscena di fatto storici”. Altrettanto entusiasta il primo cittadino che si ha definito “speciale” la serata trascorsa ad ascoltare l’autore ed il confronto con il pubblico che ne è seguito. Nonostante l’afa, i presenti hanno infatti tempestato l’autore di domande per un tempo che è andato ben oltre le due ore di presentazione preventivate. Purtroppo, causa misure anti-Covid, non tutte le persone intervenute hanno potuto prendere posto nella sala di via Vittorio Emanuele II. Particolarmente sentito l’intervento di Antonio Galizia dell’Associazione Nazionale Carabinieri che ha definito la serata “Semplicemente strepitosa” ed ha concluso il suo intervento con un “Grazie Colonnello Jannone per essere venuto a Giovinazzo nella nostra Associazione Carabinieri. Grazie di cuore”. “Sono orgogliosa e soddisfatta del successo avuto dalla presentazione in anteprima del romanzo – ha spiegato Isabella Gambini, titolare di Intermedia Edizioni, casa Editrice per i cui i tipi il libro è stato dato alle stampa – il manoscritto di Angelo Jannone mi ha colpito sin dalla lettura delle prime pagine, sia da un punto di vista letterario che dal punto di vista dei contenuti. Come casa editrice siamo sempre più orientati a dare alle stampe opere che invitano alla riflessione sui temi sociali. L’autore, in questo caso, ci porta per mano alla riscoperta della storia del nostro Paese negli ultimi 40 anni”.

“Ecco” – si legge nella prefazione del magistrato antimafia Roberto Pennisi – “quella di cui si legge nelle pagine che seguono è la storia di un uomo che ho incontrato nel corso di quello Sturm und Drang che è stata la mia vita, vissuta in nome dell’obbedienza alla Legge, della libertà del Pensiero, e dell’Azione muta. E dell’Amore. È la storia di Angelo Jannone. Ed è una storia vera, sebbene sembri un romanzo, al punto che con tale termine la copertina lo definisce. Come spesso accade quando il lavoro che si svolge porta all’interno del crimine organizzato che, quando lo è veramente, riesce a raggiungere livelli così elevati e modalità operative così sofisticate da proiettare l’investigatore che con tale crimine si cimenta, in una sfera che sembra essere quella della leggenda. Ed invece è realtà”.

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