I poliziotti del pool anti truffe della Procura di Milano, composto anche da agenti della Polizia locale menghina, hanno eseguito, con il supporto degli agenti del commissariato Vicaria Mercato e del Cosc (Centro operativo per la sicurezza cibernetica) di Napoli, una perquisizione nel capoluogo campano presso l’abitazione di una coppia, poi denunciata, e ritenuta punto di riferimento di un’organizzazione criminale dedita, sull’intero territorio nazionale, alla commissione di truffe, furti in abitazione e rapine ai danni di persone anziane. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire 33 episodi, commessi in diverse città, con particolare frequenza a Milano e Roma, delineando un’attività illecita caratterizzata da un’elevata organizzazione e da una consolidata ripartizione dei ruoli tra i soggetti coinvolti. Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre consentito di accertare come proprio da quell’immobile partissero le telefonate effettuate per inscenare il collaudato raggiro della falsa rapina in gioielleria: gli autori, spacciandosi per appartenenti alle Forze dell’ordine, comunicavano alle vittime che la targa dell’autovettura di un loro familiare era stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza nei pressi della gioielleria rapinata, circostanza che lo avrebbe fatto apparire in qualche modo coinvolto. Con questo pretesto inducevano le persone offese a consegnare denaro, gioielli e altri beni di valore a sedicenti incaricati che si presentavano presso le loro abitazioni, sostenendo che tali beni dovessero essere sottoposti a verifiche nell’ambito delle indagini.
Nel corso delle operazioni gli investigatori hanno, inoltre, individuato alcuni locali, appositamente allestiti come una vera e propria centrale operativa: l’ambiente era stato accuratamente predisposto per garantire la riservatezza delle conversazioni, con pareti completamente rivestite da pannelli fonoassorbenti e dotato di sofisticate apparecchiature tecnologiche e di un articolato sistema di videosorveglianza abusivo, installato per monitorare costantemente gli accessi all’edificio e le vie circostanti. Da quanto accertato i locali venivano utilizzati sia per effettuare le telefonate truffaldine. Video della Polizia di Stato:
