Benzinai, a novembre due giorni di sciopero nazionale contro le nuove disposizioni del Governo

Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio confermano lo sciopero nazionale dei gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburanti dalle 6.00 del giorno 6 alle ore 6.00 dell’8 novembre:

“La protesta– spiegano i sindacati in una nota“è rivolta innanzitutto nei confronti del Governo che sta gravando, con adempimenti inutili e cervellotici, un’intera categoria con provvedimenti che vanno dalla fatturazione elettronica ai Registratori di cassa Telematici (anche per fatturati di 2 mila l’anno); dalla rimodulazione dell’Indice Sintetico di Affidabilità fiscale (ISA) irraggiungibile per i gestori all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico; dall’invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i Gestori che non ricevono, in tempo, da Fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità”.

A questo potrebbero aggiungersi gli aumenti sulle accise sul gasolio salgono all’insù di 13 centesimi/litro mentre altre fonti parlano di un aumento del prezzo alla pompa di benzina pari a circa + 16 centesimi al litro. Un’altra ipotesi, inoltre, sarebbe quella dell’abolizione di alcuni incentivi sui carburanti in capo ad alcuni soggetti come, ad esempio, gli imprenditori agricoli sempre in vista di una politica alla “Greta” ambientalista e penalizzante nei confronti di chi continua ad usare veicoli a combustibile fossile. Il problema è che i trattori elettrici non verranno regalati dallo Stato. In quel caso, agricoltori e trattori cornuti e mazziati. Di seguito vi riportiamolo stralcio dell’emendamento in cui è stato inserito l’aumento delle accise sul diesel:

Tale aumento dell’accisa sul gasolio, in un’ottica di riequilibrio con quella sulla benzina, essendo per la prima volta vincolato al reimpiego nel settore automotive per finalità ambientali, oltre a sostenere la transizione verso la mobilità a zero emissioni, contribuisce a una riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente, in coerenza con le azioni sottoscritte nel Protocollo di intesa interministeriale che ha istituito a giugno 2019 il Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria”. 

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