Riduzione dei parlamentari? Era il piano della P2 assieme all’abolizione delle province – video

Il piano di rinascita democratica (detto anche programma di rinascita nazionale o il Piano) era una parte essenziale del programma della loggia massonica P2 e consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.

Il piano è stato ritrovato e sequestrato il 4 luglio 1981 in un doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio Gelli, Maestro venerabile della loggia massonica P2, assieme al memorandum sulla situazione politica in Italia. È stato pubblicato negli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2. Nel 2010 è stato reso disponibile on line[4] dal giornale italiano Il Fatto Quotidiano. La sua materiale redazione da parte di Francesco Cosentino è stata la ragione per cui si è voluto definire quest’ultimo come la mente istituzionale della compagnia P2. A trent’anni di distanza, alcuni punti del piano sono stati completamente attuati mentre altri solo a livello parziale, nel campo istituzionale, di assetto economico nel mondo imprenditoriale e soprattutto nei mass media. Altri sono stati riproposti dalle forze politiche, anche di tendenza opposta. Principali punti:

La nascita di due partiti: “l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale).” Un progetto di controllo o di lobbismo sui mass media. Il piano prevedeva il controllo – tramite acquisizione di quote e fondazione di nuove testate – di quotidiani e la liberalizzazione delle emittenti televisive (all’epoca permesse solo a livello regionale); nonché l’abolizione del monopolio della RAI e la sua privatizzazione. L’abolizione del monopolio RAI era avvenuto prima della scoperta della loggia, con la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 1974 che liberalizzava le trasmissioni televisive via cavo.
Superamento del Bicameralismo perfetto attraverso una “ripartizione di fatto di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR)”.
Riforma della magistratura:

separazione delle carriere di P.M. e magistrato giudicante, responsabilità del CSM nei confronti del parlamento, da operare mediante leggi costituzionali (punto I, IV e V degli obiettivi a medio e lungo termine – vedi infra).
Riduzione del numero dei parlamentari.
Abolizione delle province.
Abolizione della validità legale dei titoli di studio.
Licio Gelli sostiene che la coincidenza di talune parti del “Piano” con i programmi dei partiti attuali non sarebbe casuale. In un’intervista dell’ottobre 2008 ha successivamente affermato che, sebbene tutte le forze politiche abbiano preso spunto dal Piano (tanto da indurlo a reclamare ironicamente i diritti d’autore), Silvio Berlusconi sarebbe stato l’unico che avrebbe potuto attuarlo. Dello stesso avviso Mario Guarino, Sergio Flamigni e Umberto Bossi. A distanza di anni dalla morte di Gelli, per quanto concerne la riduzione del parlamentari, si ricorda il tentativo (fallito) della riforma del Governo Renzi e, nel 2019, la proposta del nuovo governo. “Coincidenze”. Video:

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