Ricerca petrolio in mare, cittadini italiani protestano contro l’air gun “difendiamo l’Adriatico dalle multinazionali”

Protesta ambientalista in Abruzzo e in altre quattro regioni italiane contro l’utilizzo della tecnica “air gun” per la ricerca di idrocarburi nel Mare Adriatico. Una tecnica, quella dell’air-gun, che potrebbe facilmente danneggiare la biodiversità marina. Le onde emesse da questo potente strumento sono in grado infatti di stordire balene, pesci e tartarughe, in alcuni casi portandoli alla deriva. Un grave danno per l’ecosistema e anche l’economica prodotta dal mare, che in realtà non conviene a nessuno, ne agli animali ma neppure all’uomo.

A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news).

Una battaglia lunga da tempo, ben prima del referendum che qualche anno fa consentì ai cittadini italiani di votare sulla questione “trivelle“. Un referendum che però non vide esito vista la mancanza di quorum. A distanza di anni, il Coordinamento No Triv, assieme ad altre sigle ambientaliste, prosegue le sue iniziative in giro per l’Italia con l’intenzione di sensibilizzare i cittadini ed al contempo ribadire un fermo no alla ricerca di petrolio in mare che troppo spesso giova alle multinazionali, ai danni delle popolazioni locali e del territorio intero. Video: