Restituita all’Italia lettera manoscritta di S.Giovanni Bosco

Restituita all’Italia lettera manoscritta di S.Giovanni Bosco e un mosaico dell’I-II secolo D.c. raffigurante volto di un Satiro Roma, 11 lug.  Sono stati restituiti all’Italia due importanti reperti artistici recuperati negli Stati Uniti: una lettera manoscritta di San giovanni bosco ed un mosaico policromo, risalente al i-ii sec. D.C., raffigurante il volto di un satiro.

La riconsegna è avenuta in una cerimonia ufficiale che si è svolta questa mattina presso la sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. L’Ambasciatore Lewis M. Eisenberg, nel corso di una cerimonia, ha restituito al generale Claudio Vincelli, Comandante della Divisione Unità Specializzate Carabinieri, in rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C. A. Giovanni Nistri e al Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), i due straordinari beni appartenenti al patrimonio culturale italiano. Le opere sono state individuate nel corso d’indagini condotte dal Comando Carabinieri TPC e dal Federal Bureau of Investigation (FBI) nell’ambito della pluriennale e sinergica azione di contrasto che, costantemente, viene svolta per arginare il traffico di beni artistici rubati o illegalmente sottratti dall’Italia: La Lettera di San Giovanni Bosco alla Duchessa Agnese Boncompagni Ludovisi è datata 30 luglio 1867, ed è in tutto di 3 pagine.

Il 13 luglio 2016, il Principe Boncompagni Ludovisi Nicolò, legittimo discendente del casato dei Principi di Piombino, denunciava il furto dell’importante documento storico avvenuto, tra il 1940 e il 2016, dall’archivio privato Boncompagni Ludovisi di Roma. Le indagini del Comando Carabinieri TPC hanno accertato che il bene era stato venduto, nel 2016, su una piattaforma e-commerce, da un cittadino statunitense residente a New York. Sentito in merito alla provenienza della lettera, il venditore asseriva di averla acquistata da un discendente della stessa famiglia nobiliare, senza però fornire documentazione che attestasse la veridicità di quanto dichiarato.

Il prezioso manoscritto, successivamente, era stato acquistato da un ricco imprenditore americano residente in California. Gli elementi investigativi acquisiti, nel 2018, forniti all’Ufficio FBI presso l’Ambasciata USA a Roma e a quello di Los Angeles, hanno consentito di avviare le procedure di recupero del bene.