Presunti fondi russi alla Lega: l’audio diffuso sul web

Un’inchiesta da parte della Procura di Milano su presunti rapporti tra Lega e Russia per finanziare la campagna elettorale delle Europee farebbe stravolgere l’intero panorama politico italiano, anche se la questione riguarda risulterebbe complessa e forse priva di vere e proprie prove:

mn arriva il primo nome nel registro degli indagati: si tratta del presidente di un’associazione finalizzata a promuovere i rapporti tra Lombardia e Russia il cui nome appare proprio nell’inchiesta pubblicata da Buzzfeed sui presunti fondi russi alla Lega.  Secondo quanto riportato dal sito americano  “per negoziare i termini di un accordo per inviare milioni di dollari frutto dei proventi del petrolio russo al partito di Salvini, attraverso un canale segreto”. L’accusa del sito americano è pesantissima:

“un possibile accordo petrolifero con altri cinque uomini – tre russi e due italiani – che avrebbe visto Lega ricevere segretamente circa 65 milioni di dollari nel corso di un anno” – si legge nell’articolo diffuso online.  Ma l’inchiesta di Buzzfeed lascia parecchi dubbi. In primo luogo non sarebbero stati identificati i russi presenti all’incontro. E di fatto nemmeno l’audio che viene usato dal sito americano per allungare ombre sulla Lega non dimostrerebbe contatti precisi tra il responsabile dell’associazione e i russi per ottenere finanziamenti per la Lega. “Il prossimo maggio ci saranno le elezioni europee. Vogliamo cambiare l’Europa. La nuova Europa deve essere vicina alla Russia, come prima, perché vogliamo avere la nostra sovranità. Vogliamo davvero decidere per il nostro futuro, per gli italiani, i nostri figli, i nostri figli. Non dipendere dalle decisioni di Bruxelles, degli Stati Uniti. Vogliamo decidere noi. Salvini è il primo uomo che vuole cambiare tutta l’Europa“. Anche alcuni siti web italiani hanno rilanciato la registrazione audio diffusa da BuzzFeed che documenterebbe la “mediazioni” tra l’uomo e la misteriosa delegazione russa:


Nella riunione Salvini viene chiamato il “Trump italiano” e si parla di una possibile vendita di petrolio russo all’Eni. Tuttavia, non risulterebbero al momento prove concrete sulla ricezione di soldi alla Lega di Salvini. L’auspicio è che le indagini possano chiarire il singolare episodio. Per Finanza In Chiaro, il vero problema è solo uno: