Precaria la giovane ricercatrice meridionale che ha isolato il virus cinese, ma c’è la svolta del Governo

E’ meridionale ed è una lavoratrice precaria. Parliamo di Francesca Colavita, la giovane ricercatrice – 30 anni – è fra le eccellenze dell’Istituto Spallanzani che hanno isolato il Coronavirus:

stando a quanto riportato da fonti giornalistiche telematiche, durante l’epidemia di Ebola è partita diverse volte per la Liberia e la Sierra Leone, dove ha partecipato a progetti di sicurezza e cooperazione al termine dell’emergenza. Francesca ha 30 anni e, come dichiarato da lei stessa, un contratto co.co.co presso l’Istituto di Malattie Infettive romano: a capo del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani, c’è la dottoressa Maria Rosaria Capobianchi,  Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti ed infine la Colavita, giovane ricercatrice precaria. Ancora per poco. Fortunatamente, il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto nella trasmissione Circo Massimo su Radio Capital, sembra intenzionato a migliorare la situazione di questi ricercatori:

“Già in legge di bilancio abbiamo approvato un emendamento che cambia la legge Madia e prevede la stabilizzazione di 35 mila persone che erano precarie. Il tema della precarietà è uno dei temi su cui dobbiamo lavorare. Solo per il comparto salute – ha ribadito – questo consente a 35 mila operatori di avere così la stabilità e questo rende piu forte il Servizio sanitario nazionale”. Un video diffuso da FanPage:

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