PD e LeU valutano alleanza con M5S per “salvare l’Italia da Salvini”, maggioranza alternativa in parlamento funziona

Una maggioranza inedita formata da M5S, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Autonomie, che ha votato compatta mandando in minoranza il centrodestra, ossia Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che al contrario voleva votare oggi la mozione di sfiducia a Conte. Tanto quanto basta per far scattare il dibattito di una potenziale maggioranza parlamentare (e quindi di un Governo?) formata da PD e M5S:

l’appello per dar vita ad un governo istituzionale per “evitare l’aumento dell’IVA” e “salvare l’Italia da Salvini”. Mentre il capo politico del Movimento 5 Stelle si è affrettato a precisare che “non farò la prima mossa, il fondatore del M5S Beppe Grillo ha anzitutto espresso parere negativo contro l’ipotesi di nuove elezioni sostenute dal leader della Lega Matteo Salvini ma poi, in un secondo articolo, fa riferimento a sia ad uno “sceriffo che fugge a Sud” e che causa persino la rinascita del “vaffa” ma anche di misteriosi “avvoltoi” definiti come “un’illusione” dovuta alla “calura estiva“, un messaggio che, decifrandolo dal gergo criptato e metaforico cui siamo stati abituati da anni nel leggere il blog, potrebbe significare un segnale di chiusura. Nel frattempo, segnali di unità vengono evocati da Zingaretti, che neutralizzerebbe le eventuali differenze con Renzi per ricompattare definitivamente il partito. In questo scenario, sarebbe in corso una valutazione per l’eventuale accordo istituzionale con il M5S (che però, al momento, risulta ufficialmente ostile ad una qualsiasi ipotesi di alleanza con il PD). Critiche da Salvini:

“Spero che per salvare la poltrona i 5 Stelle non facciano un governo con Renzi perché torneremmo ai 500mila sbarchi che il Pd ‘regalò’ agli Italiani negli anni passati” – ha dichiarato il Leader del Carroccio. Ma, a quanto pare, i dem si stanno già organizzando per invertire la rotta sulle politiche per la gestione dei flussi migratori. Per Nicola Frantoianni (Sinistra Italiana) un acordo tra PD-LeU e M5S sarebbe possibile.  Nel frattempo, Pietro Grasso (LeU):

“Si è appena conclusa la seduta del Senato che ha confermato il 20 agosto come data per ascoltare le comunicazioni del presidente Conte. Esattamente come previsto nel post di ieri. Il Senato non si Lega al Senatore ministro Salvini (che non è presidente di nulla).‬ ‪La crisi di governo sta tornando sui binari istituzionali, quelli in cui il Parlamento conta più del Papeete Beach”. Questo è invece il discorso integrale pronunciato da Matteo Renzi:

“Siamo di fronte a un fatto clamoroso e nella mia veste di ex presidente del Consiglio trovo che sia un passaggio che non va sottovalutato. È la prima volta che siamo di fronte a una crisi di governo in pieno ferragosto, è la prima volta che si propone di votare in piena sessione di bilancio, è la prima volta che un clima di odio generalizzato porta lettere come quelle delle mamme di bambini adottati che denunciano un clima crescente di odio. Di fronte a questo da ex presidente del Consiglio, non da membro di una corrente, avverto il bisogno di esprimere un appello, a tutte le forze politiche, che oggi ha lo spazio per essere accolto. Toccherà ai segretari di partito di valutare le forme con cui avverrà, ma c’è una occasione che viene testimoniata dal voto sul calendario che si terrà alle 18. Il ministro dell’Interno sceglie qualsiasi soluzione pur di non andare a votare.

Se si va a votare io non so se il Pd prende il 25%, ma so che l’Iva arriva al 25% e questo è un disastro per il Paese. Col 25% dell’Iva è sicura la recessione: questo è bene che qualcuno lo dica con forza. Chi conosce il bilancio dello Stato lo sa. Per me le forze politiche responsabili, nella mia testa tutte, devono bloccare l’aumento dell’Iva. Si può fare, ma si deve avere il coraggio e la forza di dar vita a un governo. Che tipo di governo? Siamo di fronte a due fallimenti: quello del governo Conte, che dopo 14 mesi va a casa. Bisognerebbe dire bravi ai parlamentari dell’opposizione che hanno creato le condizioni per far saltare l’inganno. Il governo è fallito. Il governo del cambiamento ha fallito il proprio mandato.

Il secondo fallimento è dell’uomo che sembrava invincibile: capitan Fracassa Salvini ha fallito l’appuntamento e ha creato una crisi inspiegabile, anche per i suoi. Nei sondaggi è evidente che la sua fama di uomo invincibile è precipitata in modo clamoroso. Da uomo delle istituzioni ho rivolto un appello che mi costa molto dal punto di vista umano: ho ricevuto dalle forze politiche delle accuse e degli insulti che sono umanamente il peggio che possa esistere. Ricevono l’appello persone che hanno utilizzato nei confronti della mia famiglia parole che vanno oltre la civiltà. Ma se sei un uomo dello stato prima viene il Paese.

Per questo di fronte a un ministro dell’Interno che non chiarisce i suoi rapporti con la Russia, che chiede i pieni poteri, di fronte a questo non c’è possibilità alcuna di rimanere alla finestra. L’appello è serio e non si impicca alle formule. Governo istituzionale l’ho chiamato io. Qualcuno dice che non può esserlo e dice di legislatura, o di scopo, o di transizione. Io l’ho chiamato governo no tax. Sicuramente deve mettere mano all’Iva o a mille questioni aperte. Tanti punti sono difficili ma altri facilmente realizzabili.

A differenza di altri io penso che la riduzione del numero dei parlamentari deve essere terreno di incontro e non di scontro. La conclusione del percorso di riforma costituzionale ormai a un passo dal traguardo può essere un punto di incontro. Contro la deriva Papeete c’è la democrazia parlamentare. Zingaretti ha avanzato due richieste: che vi sia unità e che sia la segreteria a gestire questo passaggio. Mi sembrano da accogliere e giuste. Non ho mai parlato con avversari politici così come nelle ultime 72 ore.

Io non darò alibi a nessuno per far saltare un accordo che il tabellone di Palazzo Madama stasera mostrerà essere possibile. Chi vuole dire di no lo faccio, ma poi non faccia campagna elettorale per dire che c’è il rischio Salvini. Per aprire una pagina nuova la possibilità è qui e adesso. Penso che il ministro dell’Interno si debba dimettere. Dimettere costa fatica, è difficile. La svolta tentata da Salvini è miseramente fallita e questa svolta richiede una immediata presa d’atto da parte sua: si dimetta, torni ai suoi moijto, ma oggi è arrivato il momento di scrivere una nuova pagina per l’Italia. I parlamentari che hanno alzato le terga e sono venuti a Roma mostreranno che questa possibilità c’è

Rispondendo alle domande dei giornalisti Renzi è tornato sul consenso di Salvini, sostenendo che “fuori dal ministero non aumenterà il consenso, non potrà giocare la stessa partita dall’opposizione”.