Parlamento italiano approva “moneta parallela nazionale”, cartacei garanzia in caso di uscita dall’euro. Vota “si” anche PD (che poi ci ripensa) “non avevamo capito bene”. Mercati spaventati. Ecco come funzionerebbero

Non tutti si sono accorti che lo scorso 28 maggio 2019, il parlamento italiano ha votato con grande maggioranza storica (si parla di un voto favorevole che comprende M5S, Lega, PD e partiti minoritari) per l’introduzione di strumenti semplificativi finalizzati ai pagamenti per la pubblica amministrazione:

Come riportano i giornali nazionali, infatti, la mozione Baldelli approvata dalla Camera giovedì scorso con voto bipartisan impegna il governo a pagare i debiti commerciali della Pubblica amministrazione anche attraverso l’emissione di titoli di Stato di piccolo taglio (i cosiddetti “mini-bot”), nonostante abbia le vesti di un atto di indirizzo ovviamente senza alcuna conseguenza pratica almeno per ora, tuttavia è bastato ad allarmare ulteriormente i mercati:

si scatena il caos. Finanziario, con lo spread che schizza alle stelle a un passo dai 300 punti base. E politico, visto che poi il Partito Democratico ha poi dichiarato di aver sbagliato a votare, complici le modifiche in extremis al testo. Tra i sì, spicca anche quello dell’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Imbarazzo devastante a sinistra e grossi guai al Mef, con il Ministero che si affretta a precisare che non c’è “nessuna necessità né sono allo studio misure di finanziamento di alcun tipo, tanto meno emissioni di titoli di Stato di piccolo taglio, per far fronte a presunti ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni italiane”. Occorre comunque ricordare che il trattato tra Italia e BCE impedisce nei fatti l’introduzione di una seconda moneta all’infuori dell’euro. Tuttavia, per alcuni il mini-bot rappresenterebbe un primo segnale per un futuro ritorno alla LiraMa come funzionano questi mini-bot? Ecco spiegato:

Bot (Buoni Ordinari del Tesoro), sono titoli del debito pubblico italiano di breve termine, ovvero con scadenza a 3, 6 o 12 mesi. Gli investitori che li acquistano prestano di fatto soldi allo Stato per un breve periodo di tempo, a fronte di un tasso di interesse (più basso ad esempio di quello concesso per i Btp con scadenze pluriennali). Possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di mille euro. Sostenitore di spicco dei mini-bot è da sempre il deputato leghista Claudio Borghi:

come egli spiega ormai da anni in molteplici filmati diffusi sul web, l’idea è quella di cartacee – per aspetto simili a banconote da 5, 10, 20, 50 e 100 euro –  con cui lo Stato potrebbe pagare i propri creditori e con cui i cittadini potrebbero pagare lo Stato (tasse, controllate, benzina ai distributori Eni e via dicendo). Per i mercati spaventati, l’introduzione di questa misura – al momento esclusa dal Ministero Economia e Finanza ma di fatto approvata legalmente – possa rivelarsi una vera e propria moneta parallela, anticamera di una potenziale uscita dell’Italia dall’Euro.  Pino Cabras, – già membro della Commissione Finanze alla Camera per il Movimento 5 Stelle – spiega a Byoblu la situazione attuale:

Forza Italia non sembra ostile al progetto:

Minibot? C’è stata una strumentalizzazione inaccettabile sul fatto che siano la premessa per uscire dall’euro. E’ un racconto sbagliato che fa il gioco della Lega e di chi vuole lo sfascio. E poi ci sono larga parte della classe dirigente e parte dell’opposizione che sono tornate a fare il tifo per lo spread, perché quello che non sono riusciti a fare a livello elettorale, cioè far cadere il governo, vogliono farlo attraverso i mercati”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali e consigliere comunale di Roma. Un video diffuso da Finanza in Chiaro:

Piu’ critiche altre osservazioni web:

Infine, secondo taluni, i mini-botti sarebbero l’ennesima presa per i fondelli:

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