“Pagheremo tamponi a chi non vuole sottoporsi all’iniezione perchè non vogliamo discriminazioni” la strategia aziendale di NaturaSì

Dopo l’appello di Landini della Cgil affinché i lavori restino gratuiti per i lavoratori, sembra intensificarsi il numero delle aziende che, in evidente forma alternativa alle direzioni istituzionali, daranno ampia opportunità di scelta libera ai propri dipendenti:

E’ il caso di NaturaSì. Attraverso un comunicato stampa rilanciato poi anche da molteplici testate giornalistiche telematiche online, la nota catena di supermercati biologici ha reso noto di volersi prendere carico delle spese per i tamponi di chi preferirà non sottoporsi all’iniezione dell’ormai noto trattamento sanitario. In parole povere, l’azienda si impegnerà a pagare i tamponi a tutto il suo personale non vaccinato contro il nuovo coronavirus sino alla scadenza dello stato di emergenza (prorogato dal Governo sino a fine anno 2021):

L’azienda specializzata in prodotti biologici e biodinamici ha fatto sapere in una nota che provvederà in questo modo in vista del 15 ottobre prossimo – data in cui, grazie al decreto legge approvato all’unanimità in consiglio dei ministri – ad affrontare la delicata tematica che ruota attorno all’introduzione del tanto discusso Green Pass. «Stiamo tutti vivendo una situazione difficile, per molti versi paradossale, innescatasi con la comparsa del virus», si legge in una lettera inviata ai 1.650 lavoratori del colosso del biologico e firmata dal presidente di EcoNaturaSì. «Di una cosa siamo certi: la libertà individuale». Per non perdersi, si legge ancora, nel «meccanismo di lotta e di divisione tra le persone che questa situazione sta innescando». La decisione dell’azienda, si spiega ancora, arriva:

«nel rispetto della libertà di ognuno e per evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro», in modo da «permettere a tutti di svolgere regolarmente i propri compiti in azienda». Per chi, decidendo per suo conto personale, preferisce «con coscienza e responsabilità» di non vaccinarsi, NaturaSì provvederà a «contribuire al costo dei tamponi richiesti dalla legge (fino al termine dello stato di emergenza fissato al 31/12, in modo che lavoratori e lavoratrici di NaturaSì senza Green pass possano comunque recarsi al lavoro, nella misura in cui lo Stato non dovesse provvedere «alla spesa come per i vaccini».

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