Padre di Di Maio: “con il lavoro nero ho sbagliato ma quando c’è crisi è un periodo difficile, Luigi non centra niente” – video

«Antonio Di Maio è sicuro che «molti padri mi capiscono» e ribadisce che «Luigi non c’entra niente». E che il figlio a volte «mi ha dato una mano in azienda, come fanno tanti figli con i padri e ci sono tutti i documenti che lo provano, lui li ha già pubblicati». Anche se mancano i contratti dei lavoretti estivi da manovale, come raccontato dal leader M5S proprio alle Iene. Sul blitz dei vigili a Mariglianella dice ancora Di Maio senior – «un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale» – ammette che nel cortile «avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile», ma non pensava che stesse commettendo reati. Sulla parte ancora tutta da spiegare riguardo i cambi societari dell’azienda di famiglia continua: «Non esiste nessuna elusione fraudolenta. Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare». E dunque, dice ancora, di aver «sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori, tanto è vero che, 4 anni dopo, nel 2010, Equitalia Polis Spa agente della riscossione per la provincia di Napoli iscrive ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella». Successivamente mia moglie ha avviato una nuova attività di impresa, continua, che ha pagato regolarmente le tasse quindi non c’è stato nessun intento elusivo». Anche se dalle testimonianze raccolte dalla Iene è sempre stato il geometra a condurre le attività dell’azienda anche quando non risultava più. Alla fine del video Di Maio si toglie gli occhiali sguardo fisso in telecamera: «Da padre, posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, ma non perché è mio figlio, ma perché credo che stia facendo il bene di questo Paese, contro tutto e contro tutti».

Come anticipato da Il Messaggero questa exit strategy era nell’aria da giovedì, con gli uomini della Casaleggio avvistati a Pomigliano. Intanto, gli uffici comunali di Mariglianella hanno dato avvio al procedimento per giungere ad un’ordinanza di demolizione dei quattro manufatti ritenuti abusivi e sequestrati. Nel M5S nessuno commenta il video. Però il Movimento rilancia: in manovra spunta un emendamento che aumenta le sanzioni per le violazioni in materia di lavoro che potenzia gli organici dell’Ispettorato nazionale del lavoro. L’ex premier del Pd Matteo Renzi attacca: «Di Maio spieghi perché ha fatto da prestanome al padre – dice il senatore dem – ma almeno può contare sulla solidarietà dei suoi colleghi 5S. A me invece la solidarietà è arrivata dalla nostra gente, non dal gruppo dirigente del Pd». Caustica Giorgia Meloni: «Le colpe dei padri non dovranno ricadere sui figli, ma almeno Antonio prenderà, da nullatenente, il reddito di cittadinanza». Video:

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