Caravella portoghese, nuovi avvistamenti nel mar Mediterraneo “non toccatela, è molto velenosa”

“Un altro esemplare di “Caravella portoghese” è stato avvistato nelle acque di Lampedusa dal personale dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie, dopo quello segnalato circa 20 giorni fa. Bisogna stare molto attenti, la Caravella portoghese (che è un “sifonoforo”) è molto pericolosa, i suoi tentacoli possono provocare conseguenze anche molto serie” – rende noto su Facebook il Sindaco di Lampedusa e Linosa che ha poi aggiunto:

Facebook – Totò Martello

Oltretutto quando galleggia può essere confusa con una bottiglia di plastica o con una normale medusa: FATE ATTENZIONE, se la avvistate NON TOCCATELA ed avvisate l’AMP delle Pelagie” – ha sottolineato il Sindaco dell’isola. Apparentemente simile ad una comune medusa, questo organismo è in realtà un idrozoo dell’ordina degli Siphonophora ed è caratterizzato dall’unione di svariate unità coloniali chiamate zooidi. Tipica dell’Oceano Atlantico e dell’Oceano pacifico è responsabile di un massimo di 10.000 punture ai danni di persone in Australia ogni estate, in particolare sulla costa orientale, con alcune altre che si verificano al largo della costa dell’Australia meridionale e dell’Australia occidentale. Negli ultimi anni, la sua presenza nel Mar Mediterraneo appare più numerosa, forse per via dei cambiamenti climatici. Le nematocisti pungenti e piene di veleno nei tentacoli di caravella portoghese possono paralizzare piccoli pesci e altre prede mentre i tentacoli staccati e gli esemplari morti (compresi quelli che si arenano a riva) possono pungere dolorosamente quanto l’organismo vivo nell’acqua e possono rimanere potenti per ore o addirittura giorni dopo la morte dell’organismo o il distacco del tentacolo. Le punture di solito causano un forte dolore agli esseri umani, lasciando sulla pelle lividi rossi simili a fruste che normalmente durano due o tre giorni dopo la puntura iniziale, anche se il dolore dovrebbe diminuire dopo circa 1-3 ore (a seconda della biologia della persona punto ). Eccessivi allarmismi a parte, dunque, appare giusta l’allerta del Sindaco che sensibilizza la popolazione mettendola in guardia su potenziali incontri ravvicinati con questa specie marina velenosa. Un’indicazione importante anche per i turisti del periodo estivo:

In alcuni casi, infatti, il veleno può anche viaggiare verso i linfonodi e può causare sintomi che imitano una reazione allergica, tra cui gonfiore della laringe, blocco delle vie aeree, sofferenza cardiaca e incapacità di respirare (sebbene ciò non sia dovuto a una vera allergia, che è definito da IgE sieriche ). Altri sintomi possono includere febbre e shock e, in alcuni casi estremi, anche la morte, sebbene questo sia estremamente raro. L’assistenza medica per coloro che sono esposti a un gran numero di tentacoli può diventare necessaria per alleviare il dolore o aprire le vie aeree se il dolore diventa atroce o dura per più di tre ore, o se la respirazione diventa difficile. I casi in cui le punture circondano completamente il tronco di un bambino piccolo sono tra quelli che possono risultare fatali. Ricapitolando, dunque, è sempre meglio evitare il contatto con questi organismi e recarsi presso una struttura sanitaria in caso di puntura. Link video:

 

 

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