Si è spento all’età di 86 anni Paolo Cirino Pomicino, figura di primo piano della Democrazia Cristiana nei decenni che hanno segnato la Prima Repubblica. Nato a Napoli nel 1939, Cirino Pomicino è stato un protagonista della scena politica nazionale e locale, ricoprendo incarichi di governo e consolidando rapporti politici che ne hanno caratterizzato l’intera carriera.
Carriera politica e incarichi di governo:
Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, dopo esperienze come consigliere comunale e assessore nella sua città natale, Cirino Pomicino raggiunse l’apice del suo ruolo politico negli anni Ottanta. Fu ministro della Funzione pubblica nel governo De Mita e ministro del Bilancio nel governo Andreotti, incarichi che lo posero al centro delle dinamiche decisionali dello Stato in anni di forte centralità della Dc. A Napoli esercitò un ruolo di leader della Democrazia Cristiana locale, affiancandosi ad altre figure di riferimento dei partiti cittadini: Di Donato per il PSI e Di Lorenzo per i liberali. Per il suo peso e il carisma, venne spesso soprannominato, talvolta con tono irriverente, «o’ ministro» o «vicerè». Fu inoltre molto legato a Giulio Andreotti, con il quale mantenne stretti rapporti politici. Gli anni Novanta segnarono per Cirino Pomicino una lunga sequela di indagini giudiziarie:
Vicende giudiziarie e ritorno in politica:
si contano 42 inchieste a suo carico. Dopo la conclusione dei procedimenti giudiziari, Cirino Pomicino tornò alla politica attiva aderendo all’Udeur di Clemente Mastella; tra il 2004 e il 2006 fu anche europarlamentare eletto a Strasburgo nelle fila del Partito Popolare. Nel 2006 fece ritorno a Montecitorio con la Nuova Dc, ma l’anno successivo dovette lasciare la politica per motivi di salute: negli anni successivi fu sottoposto anche a un trapianto di cuore.
Vita personale e ricordi
Nato a Napoli, Paolo Cirino Pomicino era fratello dell’attore Bruno Cirino (1936–1981), noto per il suo lavoro in teatro, cinema e televisione. Tra i primi a ricordarlo c’è Clemente Mastella, che lo ha salutato con parole cariche di commozione: «Piango un amico… Paolo Cirino Pomicino, che avevo sentito al telefono fino a venti giorni fa, aveva una tempra di ferro… Ciao Paolo».
Figura controversa e influente, Paolo Cirino Pomicino lascia un segno profondo nella storia politica italiana del secondo Novecento: dalla leadership locale a Napoli agli incarichi di governo, passando per anni segnati da inchieste giudiziarie e da un rientro sulla scena europea e nazionale, la sua vicenda riflette le contraddizioni e le trasformazioni della Prima Repubblica.
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