Malore improvviso: morto lo scrittore Antonio Pennacchi, aveva 71 anni

Vincitore del Premio Strega nel 2010 con «Canale Mussolini», lo scrittore Dal suo libro «Il fasciocomunista» è stato tratto il film di Daniele Luchetti «Mio fratello è figlio unico»:

Stando ad una prima ricostruzione, lo scrittore, 71 anni, sarebbe deceduto a seguito di un malore improvviso che lo ha colpito nella sua abitazione di Latina. Prima di dedicarsi alla scrittura, Pennacchi era stato operaio all’Alcatel Cavi. Discendente di operai provenienti dall’Umbria (per parte paterna) e di coloni provenienti dal Veneto (per parte materna), giunti nel Lazio per la bonifica dell’Agro Pontino, Pennacchi è parte di una famiglia numerosa con sette figli; tra cui il giornalista Gianni Pennacchi e l’economista e politica Laura Pennacchi. Si dedica alla politica sin da giovanissimo, ma, a differenza dei fratelli, che aderiscono tutti alle organizzazioni di sinistra, si iscrive al MSI. Ben presto entra in contrasto con i vertici del partito e viene espulso. Dopo una lunga riflessione si avvicina al marxismo, aderisce ai maoisti dell’Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) e partecipa alla contestazione del Sessantotto.

Nel frattempo inizia a lavorare come operaio all’Alcatel Cavi di Latina (all’epoca chiamata “Fulgorcavi”), dove rimarrà per oltre trent’anni. Alla fine degli anni Settanta entra nel PSI, quindi nella CGIL, dalla quale viene espulso. Entra allora nella UIL, passa al Partito Comunista Italiano e di nuovo alla CGIL, da cui è espulso nuovamente nel 1983. Lascia quindi la politica e si laurea in lettere all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” approfittando di un periodo di cassa integrazione. Inizia così l’attività di scrittore. Il suo romanzo di esordio, Mammut, riceve 55 rifiuti da 33 editori (a qualcuno lo spediva più di una volta dopo averne cambiato il titolo), prima di essere pubblicato da Donzelli nel 1994. Il libro vince il Premio del Giovedì. Nel 1995 arriva Palude, vincitore del Premio Nazionale Letterario Pisa, dedicato alla sua città, e Una nuvola rossa (1998), in cui narra una vicenda ispirata al delitto dei fidanzatini di Cori, avvenuto l’anno prima nell’omonima cittadina laziale e che aveva avuto grande risalto sulla cronaca nazionale.

Nel 2012 si lancia in un nuovo progetto: Pianura Blu per il recupero dei canali di bonifica dell’Agro pontino e per la creazione di una rete ciclonavigabile, con il sostegno della Sapienza Università di Roma e di diverse amministrazioni locali. Sempre nel 2012, partecipa attivamente alla tournée in Germania, per promuovere l’edizione tedesca di Canale Mussolini. Il 20 novembre esce il suo primo romanzo di ambientazione fantastica, Storia di Karel, storia di fantascienza edita da Bompiani. In questo romanzo Pennacchi abbandona la sua Latina e l’Agro pontino per stabilire il suo racconto in una lontana galassia dell’universo dove i coloni, centro dell’opera, spinti da audaci personaggi si ribellano al loro misero destino. Nel 2015 esce Canale Mussolini, parte seconda, pubblicato sempre da Mondadori. Nel 2018 pubblica, con la stessa casa editrice, il libro Il delitto di Agora – una nuvola rossa, in cui modifica e corregge alcune parti del suo romanzo del 1998 Una nuvola rossa, sempre ispirato al delitto di Cori. Muore improvvisamente il 3 agosto 2021 a 71 anni, stroncato da un infarto mentre sta parlando al telefono con la moglie nella sua abitazione di Latina. Non sentendolo più rispondere, la moglie ha avvisato i soccorsi, che, a seguito del loro intervento, hanno constatato il decesso dell’autore.

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