Mafia, Carabiniere trova Messina Denaro ma viene bloccato “non vogliamo prenderlo” – video

Nel maggio del 2013 il maresciallo capo dei carabinieri Saverio Masi ha presentato una denuncia alla procura di Palermo contro i suoi superiori, asserendo che nel 2004, quando prestava servizio al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, individuò per la strada il superboss latitante Matteo Messina Denaro, a bordo di una utilitaria, e di averlo seguito fino all’ingresso di una villa. Ma una volta denunciato il fatto ai superiori, questi gli avrebbero intimato di non proseguire nelle indagini. Per gli stessi fatti – tra gli altri – Masi è stato a sua volta denunciato per calunnia alla Procura della Repubblica di Palermo dagli ufficiali da lui accusati.

Il 24 aprile 2015 il maresciallo Masi è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per i reati di falso materiale e tentata truffa aggravata, in relazione al tentativo di ottenere l’annullamento di una contravvenzione stradale. In conseguenza di tale vicenda, nel dicembre 2008 venne trasferito dal Nucleo Investigativo. Oggi Masi è capo scorta del pubblico ministero Nino Di Matteo. Nel febbraio 2016, al termine delle indagini svolte, la Procura della Repubblica di Palermo ha richiesto al GIP l’archiviazione tanto delle accuse di Masi contro i suoi superiori, poiché prive di riscontri, sia dell’opposta ipotesi di calunnia, per mancanza dell’elemento psicologico. Ad aprile 2017 il GIP del Tribunale di Palermo, ha accolto solo in parte le richieste della Procura e, nel disporre l’archiviazione della posizione degli ufficiali accusati dal Masi, ha ordinato alla Procura l’imputazione coatta di quest’ultimo per le ipotesi di calunnia e diffamazione dei suoi superiori. Per fatti collegati, il maresciallo Masi è altresì imputato per diffamazione sia innanzi al Tribunale di Roma, sia a quello di Bari. Dopo il maresciallo Saverio Masi, un altro ex appartenente all’arma dei Carabinieri, il luogotenente Salvatore Fiducia, ha denunciato di essere stato ostacolato dai suoi superiori nelle indagini per la cattura dei latitanti Provenzano Messina Denaro. La Notizia fu riportata dal Il Fatto Quotidiano nel 2013. Da allora non si sa ancora che fine abbia fatto il “capo dei capi” mentre Masi è stato denunciato per una multa. Video del FQ risalente al 2013:

Video Sky:

Chi sta impedendo la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro? Fanpage.it – in questa nuova puntata di Italian Leaks (condotta da Sandro Ruotolo) -ricostruisce i legami del boss di Cosa Nostra che gli permettono ancora oggi di essere uno degli uomini più pericolosi al mondo e ancora in libertà. Tutti sono convinti che il boss non si nasconda all’estero, ma che si trovi ancora nella sua Sicilia, a Castelvetrano, dove vivono i parenti e la figlia Lorenza, concepita proprio durante la latitanza di Messina Denaro. Tra politica e omertà, ecco tutti i lati oscuri dietro la cattura di un uomo diventato ombra. Un reportage diffuso nel 2017 da FanPage:

https://www.dailymotion.com/video/x74dwou

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