L’esito dell’autopsia: “il Carabiniere non è morto per vaiolo delle scimmie ma per germe sconosciuto”

Sembra destinato a far discutere il drammatico caso del giovane militare dell’Arma dei Carabinieri, deceduto a seguito di una malattia contratta durante una vacanza a Cuba:

Stando a quanto si apprende, l’uomo – un Maresciallo dell’Arma di 50 anni, comandante della stazione dei carabinieri di Scorzè, comune della città metropolitana di Venezia – era deceduto dopo che dal 17 agosto scorso avrebbe presentato “sintomi generali e il 18 agosto si è recato ai servizi sanitari per la loro persistenza. Durante le prime cure mediche fornite, i sintomi sono peggiorati e questo ha richiesto il trasferimento d’urgenza per il ricovero e le cure intensive” – aveva specificato il ministero cubano in una nota. Poi l’ulteriore peggioramento delle condizioni di salute terminato tragicamente con la morte dell’uomo. La salma è stata in seguito rimpatriata:

Nonostante il Ministero della Salute di Cuba avesse indicato come causa del decesso il “vaiolo delle scimmie” (monkeypox), definendo quello del Carabiniere italiano il “primo caso accertato nell’isola“, prima del ritorno in Italia, l’autopsia aveva però convinto il medico legale cubano che il 50enne italiano era deceduto per sepsi da broncopolmonite da germe sconosciuto e danni multipli agli organi“. Nel frattempo la salma del maresciallo dei carabinieri è rientrata in Italia ed è stata trasportata a Noale, in provincia di Venezia, località in cui risiedeva da anni. A causa di una situazione incerta, la famiglia del deceduto ha così chiesto una nuova autopsia in Italia per far luce sulle reali cause del decesso del Carabiniere morto.

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