Lannutti (M5S): “no a divieto di finanza criminale su Savona”. Il rischio è la marcia su Roma

“No a diktat o la gente scende in piazza. Credo sia grave errore porre veti su Paolo Savona, accogliendo diktat Troika, Bce, banchieri, finanza criminale ed Europa ebbra, in aperta sfida volontà popolo sovrano (17 milioni elettori), che potrebbe scendere in piazza, manifestando giusta ira e sacrosanta indignazione” – lo dichiara Elio Lannutti, Presidente dell’associazione Adusbef e senatore del Movimento 5 Stelle.

“Ringraziamo Mattarella, che non ha posto veto su Gentiloni e ministri semi-analfabeti funzionali interessi franco-tedeschi, per il lavoro paziente. Ora non può porre veti accettando diktat su Paolo Savona. 17 milioni di elettori non vogliono essere traditi da presidente maggiordomo diktat Troika e Bce. Non sfidasse più la loro sacrosanta indignazione, che potrebbe manifestarsi nelle piazze ed al Quirinale”, scrive ancora. Ora basta! In democrazia dovrebbe avere ragione chi vince, non i soliti burattini che tirano le fila (come hanno fatto con gli ultimi 4 governi non eletti, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) per salvaguardare il potere dei manutengoli, banchieri di affari, Troika, predatori, finanza criminale, adusa a scegliersi governi camerieri”.

Savona: “Voglio un’Europa diversa: più forte e più equa. Sulle mie idee una polemica scomposta”

“Voglio un’Europa diversapiù forte, ma più equa“. Lo scrive in una nota Paolo Savona, l’economista indicato dalla Lega al presidente incaricato Giuseppe Conte per il ruolo di ministro dell’Economia. Nel comunicato, pubblicato su Scenarieconomici.it (il portale col quale collabora), Savona sottolinea di non essere mai intervenuto finora in quella che definisce la “scomposta polemica” che ha riguardato le sue idee sull’Europa. In particolare Savona sintetizza le sue proposte per un rafforzamento dell’Unione Europea. Tra le varie ricorda la creazione di una scuola europea unica per ogni ordine e grado “per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica”, l’assegnazione alla Bce delle “funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale”, attribuire all’Europarlamento di poteri sulle “materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale”, alla Commissione europea il potere di legiferare sulle materie dell’articolo 3 del Trattato di Lisbona e al Consiglio europeo compiti di vigilanza “sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi”.

Savona spiega che queste idee aderiscono al contratto di governo che dovrebbe essere guidato da Giuseppe Conte. Lì, sottolinea l’economista, “vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal governo che si va costituendo ‘alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni’; queste inducono a chiedere all’Unione Europea “la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo”.

Quanto invece alle “preoccupazioni espresse nel dibattito sul debito pubblico e il deficit”, prosegue Savona, “l’azione del governo sarà mirata a un programma di riduzione non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del Pil, da ottenersi con un rilancio della domanda interna sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni“. A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news).