Ladri entrano in casa e rubano “due pepite” ma sono calcoli renali

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E’ quanto accaduto a Pordenone: secondo la ricostruzione, i ladri, entrati nell’appartamento dell’ex vicedirettore di un giornale, hanno setacciato la casa in cerca di contanti o oggetti di valore, trovando invece una scatolina contenente due piccole “pepite“. Ma questi presunti tesori non erano affatto gemme preziose; si trattava di calcoli renali recentemente analizzati. Secondo i dettagli emersi, i ladri sono penetrati nell’abitazione attraverso il terrazzino:

La dinamica del furto:

Con un’evidente fretta, hanno rovistato in ogni angolo, sperando di trovare bottini più appetitosi. All’Ansa, il proprietario dell’abitazione ha spiegato: «L’unica cosa che hanno trovato sono state alcune monete e banconote – dollari, sterline – che conservavo dai miei viaggi, ma non saranno stati più di **150 euro**» La frustrazione della vittima è palpable, non solo per la violazione della sua privacy, ma soprattutto per la futilità del furto. Probabilmente l’insoddisfazione dei ladri ha influenzato le loro decisioni. Non trovando nulla di valore apparente, si sono illusi di aver trovato un oggetto raro. Come ha sottolineato dal proprietario «Conservavo, in una scatolina, i calcoli renali che avevo appena fatto analizzare. Devono aver pensato che avessero un qualche valore».

 

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