La truffa del consumismo ai danni delle donne: prodotti uguali, ma più costosi. La tecnica di persuasione attraverso studi approfonditi

Non solo aumento dell’Iva per prodotti esclusivamente rivolti ai clienti di sesso femminile, ma persino prodotti mascherati come “per donne” del costo superiore ma del tutto simili a quelli per l’uomo se non addirittura identici per composizione:

differenze minime di qualità se non, in talune circostanze, del tutto illusorie. Una forma di consumismo (per non definire il tutto come truffa legalizzata ai danni della popolazione femminile!) fatta di inganni spesso frutto di studi approfonditi, a volte persino basati sull’analisi del funzionamento del cervello della donna. Meccanismi capaci di catturare meglio l’attenzione delle donne vengono infatti tenuti in considerazione dai produttori delle confezioni di prodotti – come i deodoranti – per dare l’illusione che la versione “femminile” dello stesso prodotto sia migliore per le donne, giustificandone l’aumento del prezzo. Di questo parlerà una nuova puntata di Report (cui link una volta online provvederemo ad inserire in questo articolo attraverso un aggiornamento). Ma, dopo tutto, nulla di nuovo:

Tempo fa, la rivista online Business of Fashion ha analizzato i siti di e-commerce di sei diversi marchi di alta moda individuando ben 17 prodotti per cui la versione femminile ha un costo differente da quella maschile, nonostante si tratti di capi analoghi senza grandi differenze. Qualità a parte, secondo l’ipotesi, dietro l’iniziativa consumistica vi sarebbe una vera e propria tecnica di persuasione consapevole del fatto che, in media, le donne sarebbero piu’ disposte rispetto agli uomini a spendere soldi per la propria cura e la propria bellezza. Inoltre, opportuno risulta ricordare che:

Già nel corso del 2015, uno studio realizzato dall’Istituto Mosbacher della Bush School la tassazione da parte dello Stato sull’abbigliamento da donna importato risultava del 15,1 per cento, mentre quella per l’abbigliamento maschile del 11,9 per cento. Il rischio di speculazione è dunque duplice: commerciale ed istituzionale. A pagare le conseguenze di tutto ciò è il genere che il mondo, a parole, vorrebbe e dovrebbe tutelare maggiormente ma che invece…

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