
La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina – svoltasi il 19 luglio al New York New Jersey Stadium – si è trasformata in un monologo targato “Roja”. La squadra allenata dal ct De la Fuente ha trovato la rete decisiva con Torres e ha portato a casa il titolo imponendosi sull’Albiceleste. Per l’Argentina, però, la partita si è complicata ancor più quando Enzo Fernández è stato espulso allo scadere dei tempi regolamentari: un episodio che ha definitivamente spezzato il match sul piano emotivo e agonistico, consegnando alla Spagna la vittoria per 1-0. Il racconto della partita, però, non è stato lineare fino in fondo. L’impressione è che gli uomini di Scaloni abbiano provato a cambiare inerzia proprio negli ultimi minuti, quando l’Argentina ha alzato il ritmo e ha cercato con maggiore insistenza lo sbocco offensivo. Ma la serata, alla fine, ha avuto un copione già scritto: la Spagna ha saputo controllare i momenti-chiave, reggere la pressione nei tratti finali e difendere il vantaggio fino al triplice fischio. A fine partita, il Presidente degli Stati Uniti d’America – Donald Trump – ha personalmente consegnato la coppa dei Campioni unitamente a al Presidente della Fifa, Gianni Infantino. Link video:
La festa si spezza: incidenti tra tifosi e polizia a Buenos Aires
La sconfitta per 1-0 ha però avuto conseguenze anche fuori dallo stadio. A Buenos Aires, infatti, la delusione si è trasformata in tensione: domenica scorsa, dopo la partita, sono scoppiati scontri tra tifosi e forze dell’ordine nei pressi dell’Obelisco. Secondo quanto riportato, almeno 12 persone sono state arrestate durante gli incidenti avvenuti dopo lo sgombero dei tifosi che si erano radunati nella zona centrale della città per esprimere il loro sostegno alla nazionale nonostante l’esito della finale. La reazione delle autorità nel tentativo di disperdere la folla ha innescato il confronto: al lancio di bottiglie e altri oggetti contro le forze di sicurezza si sono aggiunti anche attacchi più pesanti, con pietre scagliate verso gli agenti. Dalla parte delle forze dell’ordine, la risposta è stata dura: proiettili di gomma e gas lacrimogeni per ristabilire l’ordine. Quello che per molti sarebbe dovuto essere un normale appuntamento collettivo—cori, cori e sostegno fino alla fine—si è dunque convertito in una vera e propria battaglia in strada, con la piazza che ha smesso di essere simbolo di festa e diventato teatro di tensione.
La tensione cresce con l’arrivo della notte
Il raduno dei tifosi della nazionale è partito alle 18 (ora locale) ed è cresciuto progressivamente, fino a raggiungere il suo punto più alto intorno alle 20, quando la notte è calata e ha iniziato a piovere. Tra lacrime e cori per il risultato, l’atmosfera è degenerata quando alcuni gruppi hanno iniziato a lanciare oggetti contro la polizia, costringendo gli agenti a intervenire con mezzi e misure di contenimento. In poche ore, la finale dei Mondiali 2026—Spagna campione con Torres e un 1-0 che vale la festa “Roja”—ha lasciato spazio anche a un altro finale: quello, amaro, delle conseguenze nella capitale argentina, dove la rabbia e la frustrazione hanno superato la soglia dell’ordinario.
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