Stando facendo molto discutere le recenti dichiarazioni rilasciate al Tg5 dalla premier italiana che ha definito la crisi del diritto internazionale «figlia della guerra in Ucraina» tirando inevitabilmente in ballo la Russia:
«A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell’ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026). Sempre sulla menzogna, si fonda l’attuale posizione dell’Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk – sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale» – si legge sul sito ufficiale dell’ambasciata russa.
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