Dall’inizio del conflitto contro l’Iran sono morti 17 soldati americani. L’ultima vittima risulta essere un militare in Iraq, deceduto durante la detonazione controllata di un ordigno inesploso fatto esplodere in seguito al ritrovamento di un dispositivo proveniente da un drone iraniano abbattuto. Nel fine settimana, invece, un attacco iraniano in Giordania ha portato alla morte di due militari: il primo tenente Tyler James Feehan, 25 anni, originario di Ewa Beach (Hawaii), e la soldatessa Isabella Gonzales, 19 anni, di Carrollton (Texas). In questo quadro, il segretario alla Difesa Pete Hegseth si è trovato ad affrontare una serie di domande in merito alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Secondo le stime aggiornate, il costo del conflitto ammonta finora a 37,5 miliardi di dollari. A queste cifre si collega il lavoro, portato avanti dai repubblicani, per un pacchetto complessivo da 95 miliardi di dollari destinato a finanziare le forze armate e altre priorità indicate dalla Casa Bianca:
La nuova stima dei costi e le ragioni del “pacchetto” di fondi:
Hegseth ha annunciato una nuova valutazione economica che supera in modo significativo la precedente, ferma a circa 29 miliardi di dollari. Le dichiarazioni del segretario sono arrivate nel corso di un’audizione della Commissione per gli stanziamenti del Senato, tenutasi poco dopo l’annuncio, da parte del Pentagono, della morte di altri tre militari nel conflitto. Con questi decessi, il bilancio delle vittime complessive sale a 17. Nel giustificare la richiesta di maggiori risorse, Hegseth ha definito i fondi supplementari un’iniezione “urgente e necessaria”. Il segretario ha inoltre collegato la misura al bilancio della difesa proposto, pari a 1,5 trilioni di dollari, sostenendo che si tratterebbe di un investimento “generazionale” per le forze armate.
“Senza quei fondi” possibili carenze:
Secondo quanto riportato, Hegseth ha sottolineato che, senza l’approvazione dei finanziamenti aggiuntivi, gli Stati Uniti rischierebbero “gravi carenze”. Il passaggio è centrale nel dibattito politico: da un lato la necessità di sostenere le operazioni e mantenere la prontezza militare; dall’altro la crescente attenzione sul rapporto tra costi della campagna e priorità di bilancio. Intanto, sul terreno, la sequenza di incidenti e attacchi continua a fare nuove vittime, con eventi che vanno dalla gestione di ordigni legati a droni abbattuti fino agli attacchi in aree della regione come la Giordania.
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